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mercoledì 16 novembre 2016

Le persone considerano un miracolo camminare sull'acqua o per aria. Ma credo che il vero miracolo non sia camminare sull'acqua o per aria, ma camminare sulla terra...


“Al mattino, quando è molto presto, le ore hanno una qualità diversa, si dilatano, cariche di promesse.” ( J. Winterson )
Ora che l’alba è a portata di tutti, sento che queste parole si fanno amiche. Mi invitano ad aver cura del mio sguardo, e del suo mutare.
E' importante sapere in quale direzione si puntano gli occhi, lasciando poi alla vita di svolgere il suo programma. Ma noi siamo lì, ci siamo.
La gioia è un piccolo sogno, se lo tocchi. Fatto di piccoli gesti, di piccoli miracoli, di piccole cose.
Thich Nhat Hanh ce lo ricorda così: “Le persone considerano un miracolo camminare sull'acqua o per aria. Ma credo che il vero miracolo non sia camminare sull'acqua o per aria, ma camminare sulla terra. Ogni giorno siamo coinvolti in questo grande miracolo dell'esistenza che neppure riconosciamo: il cielo azzurro, nuvole bianche, foglie verdi, i colori tutt'attorno, gli occhi curiosi di un bambino, i nostri stessi occhi, il nostro respiro. Tutto è un miracolo.”
L’alba di stamane è un miracolo a tinte delicate, quasi una carezza. Saprò accarezzare il cuore di chi la vita mi farà incontrare? Solo una carezza…
Fra Giorgio Bonati


venerdì 23 settembre 2016

La foglia:🍁🍁🍂🎋era venuto l’autunno, molte altre foglie erano già cadute.🍂🍁🍃🍂


Sono tornato a casa, forse. 
A casa un pacchettino di amici ad attendermi, con una ‘girella’ colorata, quelle che basta soffiarci dentro e girano creando l’arcobaleno. L’ho messa nel ‘crocifisso’ davanti a me. Sta bene li, mancava giusto un po’ di colore e leggerezza al dono di Claudio.
Giornate in cui non mi sono appartenuto, che ho solo vissuto, istante dopo istante, senza trattenere nella, senza chiedermi cosa fare, non distinguendo priorità, l’unica esserci, non per te Seba, tu sei già oltre, ma per tutti quei volti, amici o sconosciuti.
Mille immagini e altrettanti pensieri continuano a passare come un film senza fine. Alcune si fermano, mi toccano da qualche parte e mi regalano una lacrima.
Si è fatto autunno. Il tuo passaggio verso l’infinito è raccontato dalla natura, da quella foglia gialla a cuore caduta dal tiglio fuori la pieve e che ti ho messo sulla bara. Basta pesantezza, solo libertà e leggerezza per te. Per noi, bisogna provarci anche noi, ma davvero!

Un piccolo racconto del saggio Thich Nhat Hanh: 
Un giorno…chiesi alla foglia se aveva paura: era venuto l’autunno, molte altre foglie erano già cadute. Mi rispose di no. “Durante la primavera e l’estate ho lavorato duro per nutrire l’albero, e ora molto di me è nell’albero; non pensare che io sia solo questa forma, perché la forma di foglia è solo una piccola parte di me. Tutto l’albero è me e anche quando sarò caduta per terra continuerò a nutrirlo. Quando mi staccherò dal ramo, cadendo farò un fluttuante salutino all’albero, e gli dirò: Arrivederci a presto.”
Fra Giorgio Bonati