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lunedì 25 luglio 2016

Ottantacinque di trecentoventicinque


www.romena.it/rubriche/il-vangelo-della-domenica


 Fraternità di Romena
85. La Chiesa è chiamata a collaborare, con un’azione pastorale adeguata, affinché gli stessi genitori possano adempiere la loro missione educativa. Deve farlo aiutandoli sempre a valorizzare il loro ruolo specifico, e a riconoscere che coloro che hanno ricevuto il sacramento del matrimonio diventano veri ministri educativi, perché nel formare i loro figli edificano la Chiesa,[99] e nel farlo accettano una vocazione che Dio propone loro.[100]

:-)


La canzone del Convegno #FIDUCIA 15-17 luglio 2016

 Fraternità di Romena

“Amoris Laetitia”: La gioia dell’amore che si vive nelle famiglie …
www.centroaletti.com

 centroaletti.com

 
                                                                        Icona della Santa Famiglia

Amoris Laetitia  
                                      Amoris laetitia 

                                     lode-del-mattino...    A te dico: Alzati!


LA lode-del-mattino...  a romena
                                   Lode della sera


 LA lode  della sera...  a romena

martedì 31 maggio 2016

TRENTUNO DI TRECENTOVENTICINQUE

L'opera di Marko Rupnik, icona ufficiale degli Incontri mondiali delle famiglie.

Mosaico  p M. I. Rupnik e del Centro Aletti (Roma) http://www.centroaletti.com/

padre-madre


CAPITOLO SECONDO
LA REALTÀ E LE SFIDE DELLE FAMIGLIE 
31. Il bene della famiglia è decisivo per il futuro del mondo e della Chiesa. Sono innumerevoli le analisi che si sono fatte sul matrimonio e la famiglia, sulle loro difficoltà e sfide attuali. E’ sano prestare attenzione alla realtà concreta, perché «le richieste e gli appelli dello Spirito risuonano anche negli stessi avvenimenti della storia», attraverso i quali «la Chiesa può essere guidata ad una intelligenza più profonda dell’inesauribile mistero del matrimonio e della famiglia».[8] Non pretendo di presentare qui tutto ciò che si potrebbe dire circa i diversi temi relativi alla famiglia nel contesto attuale. Ma poiché i Padri sinodali hanno apportato uno sguardo sulla realtà delle famiglie di tutto il mondo, ritengo opportuno raccogliere alcuni dei loro contributi pastorali, aggiungendo altre preoccupazioni che provengono dal mio proprio sguardo.


www.papaboys.org/il-giubileo-apre-la-misericordia-di-dio-a-tutti


Amoris Laetitia

                                      Amoris laetitia <

FRANCISCUS

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 13.III.2013

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Uno di trecentoventicinque

domenica 29 maggio 2016

VENTOTTO DI TRECENTOVENTICINQUE



La tenerezza dell’abbraccio

 
28. Nell’orizzonte dell’amore, essenziale nell’esperienza cristiana del matrimonio e della famiglia, risalta anche un’altra virtù, piuttosto ignorata in questi tempi di relazioni frenetiche e superficiali: la tenerezza. Ricorriamo al dolce e intenso Salmo 131. Come si riscontra anche in altri testi (cfr Es 4,22; Is 49,15; Sal 27,10), l’unione tra il fedele e il suo Signore si esprime con tratti dell’amore paterno e materno. Qui appare la delicata e tenera intimità che esiste tra la madre e il suo bambino, un neonato che dorme in braccio a sua madre dopo essere stato allattato. Si tratta – come indica la parola ebraica gamul – di un bambino già svezzato, che si afferra coscientemente alla madre che lo porta al suo petto. E’ dunque un’intimità consapevole e non meramente biologica. Perciò il salmista canta: «Io resto quieto e sereno: come un bimbo svezzato in braccio a sua madre» (Sal 131,2). Parallelamente, possiamo rifarci ad un’altra scena, là dove il profeta Osea pone in bocca a Dio come padre queste parole commoventi: «Quando Israele era fanciullo, io l’ho amato […] (gli) insegnavo a camminare tenendolo per mano […] Io lo traevo con legami di bontà, con vincoli d’amore, ero per loro come chi solleva un bimbo alla sua guancia, mi chinavo su di lui per dargli da mangiare» (11,1.3-4).


FRANCISCUS

 13.III.2013

venerdì 27 maggio 2016

VENTISETTE DI TRECENTOVENTICINQUE



La tenerezza dell’abbraccio
27. Cristo ha introdotto come segno distintivo dei suoi discepoli soprattutto la legge dell’amore e del dono di sé agli altri (cfr Mt 22,39; Gv 13,34), e l’ha fatto attraverso un principio che un padre e una madre sono soliti testimoniare nella propria esistenza: «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici» (Gv 15,13). Frutto dell’amore sono anche la misericordia e il perdono. In questa linea, è molto emblematica la scena che mostra un’adultera sulla spianata del tempio di Gerusalemme, circondata dai suoi accusatori, e poi sola con Gesù che non la condanna e la invita ad una vita più dignitosa (cfr Gv 8,1-11).

FRANCISCUS

 13.III.2013

lunedì 23 maggio 2016

VENTITRE DI TRECENTOVENTCINQUE

Cappella delle Suore del Preziosissimo Sangue a RomaVia S. Maria Mediatrice, 8 – 00165 Roma, Italia

 Rut la spigolatrice         La fatica delle tue mani 
23. All’inizio del Salmo 128, si presenta il padre come un lavoratore, che con l’opera delle sue mani può sostenere il benessere fisico e la serenità della sua famiglia: «Della fatica delle tue mani ti nutrirai, sarai felice e avrai ogni bene» (v. 2). Che il lavoro sia una parte fondamentale della dignità della vita umana, lo si deduce dalle prime pagine della Bibbia, quando si dice che «il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse» (Gen 2,15). E’ la rappresentazione del lavoratore che trasforma la materia e sfrutta le energie del creato, producendo il «pane di fatica» (Sal 127,2), oltre a coltivare sé stesso.


FRANCISCUS

JORGE MARIO BERGOGLIO

13.III.2013