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lunedì 1 maggio 2017

Madre operaia





Madre operaia di Ada Negri

Nel lanificio dove aspro clamore
cupamente la volta ampia percote,
e fra stridenti rote
di mille donne sfruttasi il vigore,

già da tre lustri ella affatica. - Lesta
core a la spola la sua man nervosa,
né l'altra e fragorosa
voce la scote de la gran tempesta

che le scoppia dattorno. - Ell'è sì stanca,
qualche volta; oh, sì stanca e affievolita!...
Ma la fronte patita
spiana e rialza, con fermezza franca;

e par che dica: «Avanti ancora!...» - Oh, guai,
oh, guai se inferma ella cadesse un giorno,
e al suo posto ritorno
far non potesse, o sventurata, mai!... -

Non lo deve; non lo può. - Suo figlio, il solo,
l'immenso orgoglio de la sua miseria,
cui ne la vasta e seria
fronte del genio essa divina il volo,

suo figlio studia. - Ed essa all'opificio
a stilla a stilla lascerà la vita,
e affranta, rifinita,
offrirà di se stessa il sacrificio;

e la tremante e gelida vecchiaia
offrirà, come un dì la giovinezza,
e salute, e debolezza
di riposo offrirà, santa operai;

ma il figlio studierà. - Temuto e grande
Lo vedrà l'avvenire; ed a la bruna
sua testa la fortuna
d'oro e di lauro tesserà ghirlande!...

... Ne la stamberga ove non giunge il sole
studia, figlio di popolo, che porti
scritte negli occhi assorti
de l'impegno le mistiche parole,

e nei muscoli fieri e nella sana
verde energia de le tue fibre serbi
gli ardimenti superbi
de la indomita razza popolana.

Per aprirti la via morrà tua madre;
a l'intrepido suo corpo caduto
getta un bacio e un saluto,
e corri incontro a le nemiche squadre,


e pugna colla voce e colla penna.
D'altri orizzonti il folgorar sublime
move ed eccelse cime
addita al vecchio secol che tentenna:

e incorrotto tu sia, saldo ed onesto...
Nel vigile clamor d'un lanificio
tua madre il sacrificio
de la sua vita consumò per questo.







Ada Negri







Pubblicato da  Web sul blog


mercoledì 27 aprile 2016

I fiori caduti del glicine...

Il canto delle sirene:

NegriADA NEGRI

 

 

IL PERGOLATO DI GLICINI

Solaria, il vento del sud scrolla e devasta il tuo pergolato di glicini.
Ne piombano a terra i corimbi, chicchi violetti di grandine, pesanti d'un peso di morte.
Così a te traboccan dagli occhi, nell'ora del torbido amore, le lacrime;
ma non si raccoglie il pianto d'amore, non si raccolgono i fiori caduti del glicine.
(da I canti dell’isola, Mondadori, 1924) .

L’isola dove soffia il vento del sud in questa poesia di Ada Negri (1870-1945) è la bellissima Capri. Lì la poetessa lodigiana soggiorna per un lungo periodo nel 1923: “nell’isola tocca il suo stesso corpo; v’intende la sua stessa esistenza come alternanza di paura e di ebbrezza, di lutto che acceca e di canto che medica, consola” rileva Elio Pecora. E un pergolato di glicini che si sfogliano al tocco caldo dello scirocco genera l’analogia con il pianto d’amore.
.Glicine

FOTOGRAFIA © DANIELE RIVA
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LA FRASE DEL GIORNO
L'amore perdona tutto, tranne una cosa, quella di non essere amato.
HENRI LACORDAIRE


 

Il vortice dell’illusione
Inseguo il vortice dell’illusione,
mi lascio trascinare dal suo volo
folle senza paracadute - sono
il funambolo senza alcuna rete
di sicurezza. Allora ecco che appari
vestita di cielo e spalanchi mondi
con le mani azzurre, dipingi sogni
e togli le cortine del futuro.


Funambolo
ILLUSTRAZIONE © CUTLER
2016

lunedì 11 aprile 2016

… Solaria

photographerforlove.tumblr.com

- … ★PerSemprE★★★© … -

***

… Solaria,
il vento del sud scrolla e devasta il tuo pergolato di glicini. 
Ne piombano a terra i corimbi, chicchi violetti di grandine, 
pesanti d'un peso di morte. 
Così a te traboccan dagli occhi,
nell'ora del torbido amore, le lacrime; 
ma non si raccoglie il pianto d'amore,
non si raccolgono i fiori caduti del glicine… .

*Ada Negri*