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lunedì 2 gennaio 2017

Ben arrivato Gennaio... 2017

Quando cadrà la neve…

Snow Falling, Windows 7 Video Background, DreamScene 

By leggoerifletto

Cade la neve di Ada Negri e Nebbia di Giovanni Pascoli

Sui campi e su le strade,
silenziosa e lieve,
volteggiando, la neve
cade.
Danza la falda bianca
ne l'ampio ciel scherzosa,
poi sul terren si posa,
stanca.
In mille immote forme,
sui tetti e sui camini,
sui cippi e sui giardini,
dorme.
Tutto d'intorno è pace;
chiuso in oblìo profondo,
indifferente il mondo
tace.

- Ada Negri - 
(1870 - 1945)

Gennaio – Giovanni Pascoli

 Nevica: l'aria brulica di bianco;
la terra è bianca, neve sopra neve;
gemono gli olmi a un lungo mugghio stanco,
cade del bianco con un tonfo lieve.
E le ventate soffiano di schianto
e per le vie mulina la bufera;
passano bimbi; un balbettio di pianto;
passa una madre; passa una preghiera!

- Giovanni Pascoli -


Per Natale metto dentro al nido una piccola statua di Gesù Bambino che, insieme all'albero, mi accompagna fino all'Epifania che, come dice il proverbio, tutte le feste si porta via.
Ma nella mia casa non porta via niente, perché la festa continua, la vita continua, perché Dio continua fino all'eternità.

- Adriana Zarri -
da: "Un eremo non è un guscio di lumaca"


Il coraggio 

Il coraggio
 
non è la quercia svettante
che vede le tempeste
andare e venire.
E’ il fragile bocciolo 
che spunta
nella neve.

- Alice Mackenzie Swaim -

Antico Inverno e altre poesie sulla neve - Salvatore Quasimodo

Desiderio delle tue mani chiare
nella penombra della fiamma:
sapevano di rovere e di rose;
di morte. 
Antico inverno.
Cercavano il miglio gli uccelli
ed erano subito di neve;
così le parole.
Un po' di sole, una raggera d'angelo,
e poi la nebbia; e gli alberi,
e noi fatti d'aria al mattino.


- Salvatore Quasimodo - 

Edward Hughes (1832-1908), Hearth of Snow

La neve è una poesia.
Una poesia che cade dalle nuvole in fiocchi bianchi e leggeri.
Questa poesia arriva dalle labbra del cielo, dalla mano di Dio.
Ha un nome. Un nome di un candore smagliante.
Neve.

- Maxence Fermine -

Caspar David Friedrich (1774-1840), Winter Landscape

 Il cielo è basso

Il cielo è basso, le nuvole a mezz’aria,
un fiocco di neve vagabondo
fra scavalcare una tettoia o una viottola
non sa decidersi.
Un vento meschino tutto il giorno si lagna
di come qualcuno l’ha trattato;
la natura, come noi, si lascia talvolta sorprendere
senza il suo diadema.

- Emily Dickinson - 

Louise Abbéma (1853-1927), Allegory of Winter

 È scesa la neve, divina creatura,
a visitare la valle.
È scesa la neve, sposa della stella,
guardiamola cadere:
Dolce! Giunge senza rumore, come gli esseri soavi
che temono di far male.
Così scende la luna, così scendono i sogni....
guardiamola scendere.
Pura! Guarda la valle tua, come sta ricamandola
di gelsomino soffice.
Ha così dolci dita, così lievi e sottili,
che sfiorano senza toccare.

Gabriela Mistral (1889-1957)

Basilica di Santa Maria Maggiore - Roma - Italy

Il titolo di Madonna della Neve affonda le sue origini nei primi secoli della Chiesa ed è strettamente legato al sorgere della Basilica di S. Maria Maggiore in Roma.   
Nel IV secolo, sotto il pontificato di Papa Liberio (352-366), una coppia di nobili e ricchi patrizi romani, non avendo figli decisero di offrire i loro beni alla Santa Vergine, per la costruzione di una chiesa a Lei dedicata. 
La Madonna gradì il loro desiderio e apparve in sogno ai coniugi la notte fra il 4 e il 5 agosto, tempo di gran caldo a Roma, indicando con un miracolo il luogo dove doveva sorgere la Chiesa. 
La mattina dopo, i coniugi romani si recarono da Papa Liberio a raccontare il sogno fatto da entrambi, anche il Papa aveva fatto lo stesso sogno e quindi si recò sul luogo indicato, il colle Esquilino e lo trovò coperto di neve, in piena estate romana.
 Il pontefice tracciò il perimetro della nuova chiesa, seguendo la superficie del terreno innevato e la chiesa fu costruita a spese dei nobili coniugi. Questa la tradizione..

 La chiesa fu detta ‘Liberiana’ dal nome del pontefice, ma dal popolo fu chiamata anche “ad Nives”, della Neve....


Preghiera alla Madonna della Neve

Vergine Immacolata bianca e pura più della neve,
stendi su tutta la terra un candido manto della tua neve:
della tua purezza, della tua innocenza, della tua bellezza;
rendi i nostri cuori bianchi e simili alla neve:
puri, innocenti, belli agli occhi di Dio.
La neve è il segno della Pace.
Amen


Buona giornata a tutti. :-)
Buona giornata a tutti. :-)


>>> 2017 >>> curiosità!
2017 e’ un numero primo
L’ultimo numero primo fu il 2011
Il prossimo numero primo sarà tra 10 anni cioè 2027


Fast Falling Snow 1080p Hd Without Music

mercoledì 30 novembre 2016

Sulla vita e sulla morte...Vita e morte non sono due estremi lontani l’uno dall’altro...


>>> 

Chiedere che la “morte ci trovi vivi”, non è un semplice gioco di parole, non è un artificio letterario, una “licenza poetica”… è realmente un privilegio, un dono.

E’ anche un segno di coraggio (riconosciamolo questo coraggio umano, talvolta sganciato dal divino…).

Troppo spesso la Morte ci trova “già morti”, già arresi, sconfitti… così che quel “annuncio di morte”, che può essere una malattia (ma anche altro… dipenda da cosa è capace di ucciderci), ci fa vivere in una stato di pre-morte, che già ci corrode e dà inizio alla naturale, inevitabile decomposizione del nostro vivere materiale, non quello connaturale al nostro invecchiamento, ma quello che, ahimè… “puzza di cadavere” quand’anche si è vivi.

Nulla posso sapere della fede di quest’uomo, né mi interessa giudicarla (ho troppo da preoccuparmi per la mia), ma il suo “bel dubbio”, che non è negazione, ma apertura, speranza e preghiera in fondo, mi fa per lui sperare che la morte l’abbia colto vivo, con gli occhi aperti sulla scommessa che è il futuro eterno e con la fedeltà alla promessa espressa: “Che mille e mille volte ti avrò benedetto”, che il Signore della Vita e della Morte non mancherà di ricambiare.

Dal BLOG  di  Bariom

C'è un Tempo per ogni Cosa…



 Bariom ...




by leggoerifletto

Identikit - Giorgio Faletti

Forse sarò così 
un vecchio solo in qualche ristorante 
io che ne ho amate poche 
ma conosciute tante 
e ancora adesso la memoria si spezza 
e si ferma anche il cuore 
pensando che fantastico profumo 
è una pelle con un buon odore 
forse sarò così
ma non lo posso sapere
forse sarò così.
Forse sarò così
o non avrò nemmeno il tempo di invecchiare 
per poi non ricordarmi neanche più 
che cosa andavo a cercare 
che forse era qualcosa di bello 
ch'è andato via in un'ora 
ed è strano proprio strano dirlo adesso 
mentre lo cerco ancora 
forse sarò così
ma non lo posso sapere
forse sarò così.

Lo guardo in faccia questo tempo 
che si muove svelto fuori e lento dentro di me 
che per quanti danni ha fatto 
non ha spento il mio sorriso 
e non ha scelto da sé 
lo guardo in faccia e mi domando 
se ogni tanto quando piango sia una finta la mia 
così curioso di sapere 
ogni dettaglio della storia
bella o brutta che sia 
e se mi ha messo le mani addosso 
lo ha fatto senza dolore 
io ti perdono e non ti abbandono 
povero stupido giovane vecchio uomo
e quando non starò più qui 
a stropicciare questi panni 
io sarò andato via così che ancora avevo diciassette anni.

Forse sarò così
seduto a riposare su un gradino delle scale 
pensando come sempre dentro me 
che c'era il trucco e non vale 
e in quale buffa capriola saprò 
se è stato un viaggio o una gita
ma fino a quel momento ci sarò perché ci sarà vita 
forse sarò così
ma non lo posso sapere
forse sarò così
e allora stiamo a vedere.

- Identikit –



Fai attenzione alla tua ombra.
Ogni uomo ha un fratello che è la sua copia esatta.
È muto e cieco e sordo ma dice e vede e sente tutto, proprio come lui.
Arriva nel giorno e scompare la notte, quando il buio lo risucchia sottoterra, nella sua vera casa. Ma basta accendere un fuoco e lui è di nuovo lì, a danzare alla luce delle fiamme, docile ai comandi e senza la possibilità di ribellarsi.
Sta disteso per terra perché glielo ordina la luna, sta in piedi su una parete quando il sole glielo concede, sta attaccato ai suoi piedi perché non può andarsene.
Mai. Quest’uomo è la tua ombra.
È con te da quando sei nato.


Quando perderai la tua vita, la perderà con te, senza averla vissuta mai. 
Cerca di essere te stesso e non la tua ombra o te ne andrai senza sapere che cos’è la vita.

- Giorgio Faletti -

da “Fuori da un evidente destino”





Non sono uno sciocco da pensare che tutto potrà essere come prima, né di cercare di farlo credere a te. Ma se mi concedi una considerazione per niente originale, affidati al tempo e alle persone che ti vogliono bene. 
Non serve a cambiare le cose, ma aiuta a sopportarle. Se ti servo, sai che io sono qui.

- Giorgio Faletti - 
”Niente di vero tranne gli occhi” 




Non mi serve qualcuno che cerchi di parlare con me. Mi serve qualcuno che mi ascolti.

- Giorgio Faletti -




Nella vita ci sono cose che ti cerchi e altre che ti vengono a cercare. Non le hai scelte e nemmeno le vorresti, ma arrivano e dopo non sei più uguale. A quel punto le soluzioni sono due: o scappi cercando di lasciartele alle spalle o ti fermi e le affronti. Qualsiasi soluzione tu scelga ti cambia, e tu hai solo la possibilità di scegliere se in bene o in male.

Giorgio Faletti
Da Io uccido
(Addio signor tenente….)




Alla lunga ci si stanca di dover continuar a dare e ripetere spiegazioni...

Sulla vita e sulla morte

Signore Gesù, sono qui dinanzi a te, in salute.
Sento la vita palpitare dentro di me,
e gioisco infinitamente contemplando il creato,
ascoltando il canto degli uccelli,
sperimentando la tenerezza di quanti mi circondano.
Il futuro si apre dinanzi come una ricca pianura
nella quale seminare i miei progetti,
realizzare i miei sogni, raccogliere le mie opere.
E, benché ne senta difficoltà,
faccio uno sforzo su me stesso per accettare che la mia vita finirà,
e che un giorno dovrò dar conto delle mie parole e delle mie azioni.
In quel giorno mi chiederai il più costoso ma il più bel sacrificio,
il sacrificio di tutto ciò che mi hai dato sulla terra.
Ma, in compenso, tu ti consegnerai a me interamente,
e secondo le tue promesse mi darai il centuplo
di quanto ho sacrificato per te.
Sin da ora, Signore, nel pieno uso della mia libertà,
con tutta la lucidità della mia mente,
con tutta la forza della mia volontà, ti presento,
come fascio di fiori appena colto,
i miei affetti e i miei sogni, le mie opere e i miei progetti.


Nelle tue mani pongo l'offerta della mia vita:
accetto la sua fine, quando e come vorrai.
Ti chiedo solo un dono: la tua grazia e la tua amicizia.






Vita e morte non sono due estremi lontani l’uno dall’altro. Sono come due gambe che camminano insieme, ed entrambe ti appartengono. In questo stesso istante stai vivendo e morendo allo stesso tempo. Qualcosa in te muore a ogni istante. Nell’arco di settant’anni la morte arriverà a compimento. In ogni istante continui a morire, e alla fine morirai davvero.


- Osho -



Ognuno che perdiamo prende una parte di noi;
Uno spicchio alla fine rimane,

Che come la luna, una torbida notte,

È chiamato dalle maree.


- Emily Dickinson - 








Il cardinale Schuster diceva che il purgatorio è come un corso di esercizi spirituali: uno riflette, pensa, vede le cose sbagliate che ha fatto, gli dispiace, si purifica. Mi piace pensare che il nostro purgatorio, il purgatorio di ciascuno, sia quello di vedere tutte le stupidaggini che abbiamo fatto nella vita. Ce ne verrà un tale rossore che ci purifica e ci manda in Paradiso... 
Mi è congeniale in questo senso la descrizione dantesca delle anime “che vanno a farsi belle”. 

- Card. Giacomo Biffi - 



Avvenga di me secondo la tua parola.
Per i nostri morti
questo si è attuato definitivamente.
Essi sono nella dolce casa
per cui l'uomo nasce,
alla quale l'uomo è chiamato.
Adesso vedono il rapporto
che c'è fra quella dolce casa
definitiva ed eterna
e il segno fragile,
ma reale di essa,
che è la compagnia in cui sono vissuti.
E chiedono a noi,
dopo l'esperienza fatta,
di essere generosi, vigili, sensibili,
impegnati senza paura del sacrificio nel vivere
questo anticipo della dolce casa
a cui siamo incamminati.
Ci supplicano di poter dire
con maggiore verità quello che cantiamo sovente:
"Troppo perde il tempo chi ben non t'ama".
Essi lo sanno.
Senza paragone più che prima.
E per questo ci incitano che
"avvenga di noi secondo la sua parola".
Ci aiutano a dire l' Angelus
con profondità di attenzione,
come raramente ci avviene
per la distrazione che ci consuma.
(don Luigi Giussani)


Buona giornata a tutti. :-)



mercoledì 4 maggio 2016

"Grazie..."



Ideario By Dario Vivian - copertina Toni Vedù

Bellezza...


Grazie...
borbottó sospirando .
"Grazie... La tenerezza e una buona parola valgono più dell'elemosina.
Mi hai fatto rivivere".
Anton Cechov - Il duello


Il primo servizio che si deve al prossimo è quello di ascoltarlo.
Chi non ascolta il fratello  ben presto non saprà neppure ascoltare  Dio.
Dietrich  Bonhoeffer


Il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni.
Paulo  Coelho


Lettera di un padre ...

Luce...

Tempo...


...
Da ... iPhone!