Visualizzazione post con etichetta Osho. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Osho. Mostra tutti i post

mercoledì 30 novembre 2016

Sulla vita e sulla morte...Vita e morte non sono due estremi lontani l’uno dall’altro...


>>> 

Chiedere che la “morte ci trovi vivi”, non è un semplice gioco di parole, non è un artificio letterario, una “licenza poetica”… è realmente un privilegio, un dono.

E’ anche un segno di coraggio (riconosciamolo questo coraggio umano, talvolta sganciato dal divino…).

Troppo spesso la Morte ci trova “già morti”, già arresi, sconfitti… così che quel “annuncio di morte”, che può essere una malattia (ma anche altro… dipenda da cosa è capace di ucciderci), ci fa vivere in una stato di pre-morte, che già ci corrode e dà inizio alla naturale, inevitabile decomposizione del nostro vivere materiale, non quello connaturale al nostro invecchiamento, ma quello che, ahimè… “puzza di cadavere” quand’anche si è vivi.

Nulla posso sapere della fede di quest’uomo, né mi interessa giudicarla (ho troppo da preoccuparmi per la mia), ma il suo “bel dubbio”, che non è negazione, ma apertura, speranza e preghiera in fondo, mi fa per lui sperare che la morte l’abbia colto vivo, con gli occhi aperti sulla scommessa che è il futuro eterno e con la fedeltà alla promessa espressa: “Che mille e mille volte ti avrò benedetto”, che il Signore della Vita e della Morte non mancherà di ricambiare.

Dal BLOG  di  Bariom

C'è un Tempo per ogni Cosa…



 Bariom ...




by leggoerifletto

Identikit - Giorgio Faletti

Forse sarò così 
un vecchio solo in qualche ristorante 
io che ne ho amate poche 
ma conosciute tante 
e ancora adesso la memoria si spezza 
e si ferma anche il cuore 
pensando che fantastico profumo 
è una pelle con un buon odore 
forse sarò così
ma non lo posso sapere
forse sarò così.
Forse sarò così
o non avrò nemmeno il tempo di invecchiare 
per poi non ricordarmi neanche più 
che cosa andavo a cercare 
che forse era qualcosa di bello 
ch'è andato via in un'ora 
ed è strano proprio strano dirlo adesso 
mentre lo cerco ancora 
forse sarò così
ma non lo posso sapere
forse sarò così.

Lo guardo in faccia questo tempo 
che si muove svelto fuori e lento dentro di me 
che per quanti danni ha fatto 
non ha spento il mio sorriso 
e non ha scelto da sé 
lo guardo in faccia e mi domando 
se ogni tanto quando piango sia una finta la mia 
così curioso di sapere 
ogni dettaglio della storia
bella o brutta che sia 
e se mi ha messo le mani addosso 
lo ha fatto senza dolore 
io ti perdono e non ti abbandono 
povero stupido giovane vecchio uomo
e quando non starò più qui 
a stropicciare questi panni 
io sarò andato via così che ancora avevo diciassette anni.

Forse sarò così
seduto a riposare su un gradino delle scale 
pensando come sempre dentro me 
che c'era il trucco e non vale 
e in quale buffa capriola saprò 
se è stato un viaggio o una gita
ma fino a quel momento ci sarò perché ci sarà vita 
forse sarò così
ma non lo posso sapere
forse sarò così
e allora stiamo a vedere.

- Identikit –



Fai attenzione alla tua ombra.
Ogni uomo ha un fratello che è la sua copia esatta.
È muto e cieco e sordo ma dice e vede e sente tutto, proprio come lui.
Arriva nel giorno e scompare la notte, quando il buio lo risucchia sottoterra, nella sua vera casa. Ma basta accendere un fuoco e lui è di nuovo lì, a danzare alla luce delle fiamme, docile ai comandi e senza la possibilità di ribellarsi.
Sta disteso per terra perché glielo ordina la luna, sta in piedi su una parete quando il sole glielo concede, sta attaccato ai suoi piedi perché non può andarsene.
Mai. Quest’uomo è la tua ombra.
È con te da quando sei nato.


Quando perderai la tua vita, la perderà con te, senza averla vissuta mai. 
Cerca di essere te stesso e non la tua ombra o te ne andrai senza sapere che cos’è la vita.

- Giorgio Faletti -

da “Fuori da un evidente destino”





Non sono uno sciocco da pensare che tutto potrà essere come prima, né di cercare di farlo credere a te. Ma se mi concedi una considerazione per niente originale, affidati al tempo e alle persone che ti vogliono bene. 
Non serve a cambiare le cose, ma aiuta a sopportarle. Se ti servo, sai che io sono qui.

- Giorgio Faletti - 
”Niente di vero tranne gli occhi” 




Non mi serve qualcuno che cerchi di parlare con me. Mi serve qualcuno che mi ascolti.

- Giorgio Faletti -




Nella vita ci sono cose che ti cerchi e altre che ti vengono a cercare. Non le hai scelte e nemmeno le vorresti, ma arrivano e dopo non sei più uguale. A quel punto le soluzioni sono due: o scappi cercando di lasciartele alle spalle o ti fermi e le affronti. Qualsiasi soluzione tu scelga ti cambia, e tu hai solo la possibilità di scegliere se in bene o in male.

Giorgio Faletti
Da Io uccido
(Addio signor tenente….)




Alla lunga ci si stanca di dover continuar a dare e ripetere spiegazioni...

Sulla vita e sulla morte

Signore Gesù, sono qui dinanzi a te, in salute.
Sento la vita palpitare dentro di me,
e gioisco infinitamente contemplando il creato,
ascoltando il canto degli uccelli,
sperimentando la tenerezza di quanti mi circondano.
Il futuro si apre dinanzi come una ricca pianura
nella quale seminare i miei progetti,
realizzare i miei sogni, raccogliere le mie opere.
E, benché ne senta difficoltà,
faccio uno sforzo su me stesso per accettare che la mia vita finirà,
e che un giorno dovrò dar conto delle mie parole e delle mie azioni.
In quel giorno mi chiederai il più costoso ma il più bel sacrificio,
il sacrificio di tutto ciò che mi hai dato sulla terra.
Ma, in compenso, tu ti consegnerai a me interamente,
e secondo le tue promesse mi darai il centuplo
di quanto ho sacrificato per te.
Sin da ora, Signore, nel pieno uso della mia libertà,
con tutta la lucidità della mia mente,
con tutta la forza della mia volontà, ti presento,
come fascio di fiori appena colto,
i miei affetti e i miei sogni, le mie opere e i miei progetti.


Nelle tue mani pongo l'offerta della mia vita:
accetto la sua fine, quando e come vorrai.
Ti chiedo solo un dono: la tua grazia e la tua amicizia.






Vita e morte non sono due estremi lontani l’uno dall’altro. Sono come due gambe che camminano insieme, ed entrambe ti appartengono. In questo stesso istante stai vivendo e morendo allo stesso tempo. Qualcosa in te muore a ogni istante. Nell’arco di settant’anni la morte arriverà a compimento. In ogni istante continui a morire, e alla fine morirai davvero.


- Osho -



Ognuno che perdiamo prende una parte di noi;
Uno spicchio alla fine rimane,

Che come la luna, una torbida notte,

È chiamato dalle maree.


- Emily Dickinson - 








Il cardinale Schuster diceva che il purgatorio è come un corso di esercizi spirituali: uno riflette, pensa, vede le cose sbagliate che ha fatto, gli dispiace, si purifica. Mi piace pensare che il nostro purgatorio, il purgatorio di ciascuno, sia quello di vedere tutte le stupidaggini che abbiamo fatto nella vita. Ce ne verrà un tale rossore che ci purifica e ci manda in Paradiso... 
Mi è congeniale in questo senso la descrizione dantesca delle anime “che vanno a farsi belle”. 

- Card. Giacomo Biffi - 



Avvenga di me secondo la tua parola.
Per i nostri morti
questo si è attuato definitivamente.
Essi sono nella dolce casa
per cui l'uomo nasce,
alla quale l'uomo è chiamato.
Adesso vedono il rapporto
che c'è fra quella dolce casa
definitiva ed eterna
e il segno fragile,
ma reale di essa,
che è la compagnia in cui sono vissuti.
E chiedono a noi,
dopo l'esperienza fatta,
di essere generosi, vigili, sensibili,
impegnati senza paura del sacrificio nel vivere
questo anticipo della dolce casa
a cui siamo incamminati.
Ci supplicano di poter dire
con maggiore verità quello che cantiamo sovente:
"Troppo perde il tempo chi ben non t'ama".
Essi lo sanno.
Senza paragone più che prima.
E per questo ci incitano che
"avvenga di noi secondo la sua parola".
Ci aiutano a dire l' Angelus
con profondità di attenzione,
come raramente ci avviene
per la distrazione che ci consuma.
(don Luigi Giussani)


Buona giornata a tutti. :-)



giovedì 31 marzo 2016

La leggenda del fiume e delle sabbie...

un tè alla menta:


La leggenda del fiume e delle sabbie (una storia sufi)


Questa storia Sufi è una parabola carica di metafore che può solo essere compresa pienamente solo attraverso l’intelligenza del cuore. Una storia che “deve essere assimilata, sorseggiata come un tè, goduta in uno stato d’animo rilassato”.





Un fiume,
dalla sorgente sulle montagne lontane,

dopo aver attraversato paesaggi
di ogni genere e forma,
raggiunse alla fine le sabbie del deserto.
Come aveva superato ogni altro ostacolo,
il fiume cercò di superare anche questo,
ma correndo nella sabbia s’accorse
che le sue acque scomparivano.


Era comunque convinto che il suo destino
fosse di attraversare questo deserto,
anche se non c’era mezzo per farlo.
Allora una voce nascosta,
che veniva dal deserto stesso, bisbigliò:
“II vento attraversa il deserto,
così può farlo il fiume”.


Il fiume obiettò
che si era lanciato con forza nella sabbia
con l’unico risultato di esserne assorbito,
mentre il vento poteva volare
e per questo riusciva ad attraversare il deserto.


“Lanciandoti con violenza
come sei abituato a fare,
non andrai mai dall’altra parte:
potrai scomparire e diventare un acquitrino.
Devi lasciare che il vento
ti trasporti dall’altra parte,
alla tua meta”.


“Ma come può accadere?”.
Lasciandoti assorbire nel vento”.
Il fiume non poteva accettare un’idea simile.
Dopotutto non era mai stato assorbito prima.
Non voleva perdere la sua Individualità.
E una volta persa,
come poteva sapere
se l’avrebbe mai riacquistata?


“Il vento”, disse la sabbia,
“ha questa funzione.
Solleva l’acqua verso l’alto,
la trasporta oltre il deserto,
quindi la lascia ricadere.
Cadendo come pioggia,
l’acqua diventa di nuovo un fiume”.


“Come posso essere sicuro che questo è vero?”.


“E’ così, e se non ci credi,
non diventerai altro che un acquitrino,
e anche in questo caso
potrebbero occorrere molti, molti anni;
e di certo non sarai mai più un fiume”.


“Ma non posso restare lo stesso fiume
che sono ora?”.


“In nessun caso potresti”,
disse il sussurro.
“La tua parte essenziale viene trasportata lontano
e forma di nuovo un fiume.
Anche oggi vieni chiamato ‘fiume’

perché non sai quale parte in te
è quella essenziale”.


Nel sentire questo,
nei pensieri del fiume
iniziarono a risuonare echi lontani.
Vagamente,
ricordò uno stato in cui lui
– oppure era una parte di lui? –
era stato portato nelle braccia di un vento.
E ricordò anche
– oppure l’aveva fatto? —
che quella era la cosa reale da fare,
anche se non necessariamente la più ovvia.


Per cui il fiume levò il suo vapore
nelle braccia accoglienti del vento,
che dolcemente e con semplicità
lo fece salire verso l’alto e lo portò lontano,
per poi lasciarlo cadere delicatamente,
non appena raggiunsero la cima di una montagna,
molte, moltissime miglia più in là.
E poiché aveva avuto questi dubbi,
il fiume era ora in grado di ricordare
e conservare
in modo più vivo nella sua mente
i dettagli dell’esperienza.


Egli rifletteva:


“Sì, ora ho appreso la mia vera identità”.


Il fiume stava imparando.
Ma le sabbie sussurravano: “Noi sappiamo,
perché lo vediamo accadere giorno dopo giorno;
e perché noi, le sabbie,
ci estendiamo senza interruzione
dal fiume fino alla montagna”.


Per questo è detto
che il cammino lungo il quale il fiume della vita
deve continuare il suo viaggio

è scritto nelle sabbie.




Osho

lunedì 21 marzo 2016

COMANDAMENTI ?

Non so dove arriveremo ma so da dove siamo partiti!

COMANDAMENTI  ?

E' un po arduo citarli  tutti!

Quanti? quali! di chi... animali, uomini...di Dio

 Partiamo …piano!
con l’allegoria di Giorge Orwell
       I SETTE COMANDAMENTI...
anche se   riguarda gli animali!
1) Tutto ciò che va su due gambe è nemico. 
2) Tutto ciò che va su quattro gambe o ha ali è amico.
3) Nessun animale vestirà abiti. 
4) Nessun animale dormirà in un letto. 
5) Nessun animale berrà alcolici.
6) Nessun animale ucciderà un altro animale.
7) Tutti gli animali sono uguali.

                                                                                       fonte: La fattoria degli animali



di George_Orwell



La_fattoria_degli_animali   
« All animals are equal but some animals are more equal than others »


« Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri. »
(Frase che nell'ultimo capitolo viene scritta al posto dei Sette Comandamenti)
                                     
Animal Farm - 1st edition.jpg
La_fattoria_degli_animali
                 10 COMANDAMENTI


                                        


José de Ribera, I Dieci comandamenti


I dieci comandamenti, detti anche Decalogo, sono i comandamenti scritti sulle tavole dellalegge che, secondo la Bibbia, furono date daDio a Mosè sul monte Sinai. Sono i Settantache riportano l'espressione dèka lògous (dieci parole), da cui deriva il termine Decalogo o Dieci Parole. In realtà le ingiunzioni sono più di dieci e il testo è presente in due versioni leggermente diverse in due diversi libri della Bibbia (Esodo eDeuteronomio) e ciò ha portato a una certa varietà nelle loro suddivisioni.

Sono un punto fondamentale nell'Antico Testamento e nell'ebraismo; quest'ultimo ricorda e festeggia l'evento in cui gli sono state consegnate le tavole con i 10 comandamenti in occasione della festa diShavuot.>>>  (wikipedia)







AMA E FATTI AMARE E SII FELICE 
I Dieci Comandamenti - Roberto Benigni


Catechismo della Chiesa Cattolica

 Io sono il Signore Dio Tuo:

bulletNon avrai altro Dio fuori di me
bulletNon nominare il nome di Dio invano
bulletRicordati di santificare le feste
bulletOnora il Padre e la Madre
bulletNon uccidere
bulletNon commettere atti impuri
bulletNon rubare
bulletNon dire falsa testimonianza
bulletNon desiderare la donna d'altri
bulletNon desiderare la roba d'altri


Roberto Benigni-Il decalogo-Finale

                                      


Fabrizio De Andrè - Il Testamento di Tito

Non avrai altro Dio all'infuori di me,
spesso mi ha fatto pensare:
genti diverse venute dall'est
dicevan che in fondo era uguale.

Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.
Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.

Non nominare il nome di Dio,
non nominarlo invano.
Con un coltello piantato nel fianco
gridai la mia pena e il suo nome:

ma forse era stanco, forse troppo occupato,
e non ascoltò il mio dolore.
Ma forse era stanco, forse troppo lontano,
davvero lo nominai invano.

Onora il padre, onora la madre
e onora anche il loro bastone,
bacia la mano che ruppe il tuo naso
perché le chiedevi un boccone:

quando a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.
Quanto a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.

Ricorda di santificare le feste.
Facile per noi ladroni
entrare nei templi che riguargitan salmi
di schiavi e dei loro padroni

senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.
Senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.

Il quinto dice non devi rubare
e forse io l'ho rispettato
vuotando, in silenzio, le tasche già gonfie
di quelli che avevan rubato:

ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri nel nome di Dio.
Ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri nel nome di Dio.

Non commettere atti che non siano puri
cioè non disperdere il seme.
Feconda una donna ogni volta che l'ami
così sarai uomo di fede:

Poi la voglia svanisce e il figlio rimane
e tanti ne uccide la fame.
Io, forse, ho confuso il piacere e l'amore:
ma non ho creato dolore.

Il settimo dice non ammazzare
se del cielo vuoi essere degno.
Guardatela oggi, questa legge di Dio,
tre volte inchiodata nel legno:

guardate la fine di quel nazzareno
e un ladro non muore di meno.
Guardate la fine di quel nazzareno
e un ladro non muore di meno.

Non dire falsa testimonianza
e aiutali a uccidere un uomo.
Lo sanno a memoria il diritto divino,
e scordano sempre il perdono:

ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.
Ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.

Non desiderare la roba degli altri
non desiderarne la sposa.
Ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi
che hanno una donna e qualcosa:

nei letti degli altri già caldi d'amore
non ho provato dolore.
L'invidia di ieri non è già finita:
stasera vi invidio la vita.

Ma adesso che viene la sera ed il buio
mi toglie il dolore dagli occhi
e scivola il sole al di là delle dune
a violentare altre notti:

io nel vedere quest'uomo che muore,
madre, io provo dolore.
Nella pietà che non cede al rancore,
madre, ho imparato l'amore                           



Fabrizio De Andrè Il Testamento di Tito

Il discorso della Montagna. Dipinto di Carl Heinrich Bloch.



Comandamento dell'amore

Comandamento dell'amore è un insegnamento lasciato da Gesù Cristo che costituisce il fulcro dell'etica cristiana . Ha un ruolo centrale nel Nuovo Testamento, dove il comandamento viene ribadito e declinato più volte e in formule diverse.... >       >>>comadamento dell' amore




Il decalogo di Kieślowski – Scheda critica di Farinotti

613 Mitzvot

« Rabbi Khananyà, figlio di 'Akashyà, diceva: "Il Santo e Benedetto (Qadosh BarukhHu) volle che Israel "acquistasse" molti meriti: per questo gli diede molte leggi e numerosi precetti (uMitzvot)", come è detto: "HaShem vuole ciò per la giustizia... farà grande la Torah e la farà gloriosa (Libro di Isaia 42.12)" »
(TalmudPirqei Avot[1])
Le 613 mitzvòt (ebraico: תרי"ג מצוות taryag mitzvot; forma singolare del termine è מצוה, mitzvàh), o 613 precetti, sono il fulcro dell'ebraismo che è fondamentalmente uno stile di vita regolato da precetti che l'ebreo ortodosso deve seguire per adempiere al suo ruolo sacerdotale nel mondo.
Il Talmud (trattato Makkoth 23b) stabilisce che la Torah contiene 613 mitzvot delle quali 248 sono מצות עשה (mitzvot aseh, comandamenti positivi, obblighi) e 365 sono מצות לא תעשה (mitzvot lo taaseh, comandamenti negativi, divieti): i precetti positivi obbligano a compiere una determinata azione (come ad esempio l'obbligo della circoncisione maschile); quelli negativi vietano di fare una determinata azione (come ad esempio il divieto di indossare capi composti da lana e lino insieme detti Shaatnez). Il numero di questi precetti è sicuramente carico di significati simbolici: come ci insegna la TradizioneRabbinica 248 era considerato infatti il numero delle ossa del corpo umano e 365 sono notoriamente i giorni dell'anno (inoltre i legamenti che collegano tra loro le ossa); attraverso questi numeri la Torah quindi vuol dire che con le nostre 248 singole ossa dobbiamo compiere le 248 azioni prescritte e che ogni giorno dell'anno dobbiamo impegnarci a non violare i 365 precetti negativi.
Nella pratica però non tutti questi precetti sono attuabili e non tutti da tutti: alcuni necessitano dell'esistenza del Tempio di Gerusalemme, che secondo la Tradizione Rabbinica potrà essere ricostruito solo quando giungerà il Messia e radunerà tutte le 10 tribù disperse del popolo d'Israele, altri sono limitati ai soli uomini, altri alle donne, altri sono rivolti solo ai Kohanim (i membri della famiglia sacerdotale, coloro che cioè vantano di discendere da Aronne, il fratello di Mosè). >>>  613_Mitzvot
                  
83 COMANDAMENTI...


 
Comandamenti di Gurdjieff 
1. Fissa la tua attenzione su te stessa.Sii cosciente in ogni istante di ciò che pensi, senti, desideri e fai.
2. Finisci sempre quello che hai iniziato.
3. Fai quello che stai facendo nel migliore dei modi possibili.
4. Non t’incatenare a niente che alla lunga ti distrugga.
5. Sviluppa la tua generosità senza testimoni.
6. Tratta ogni persona come se fosse un parente stretto.
7. Metti in ordine quello che hai disordinato.
8. Impara a ricevere, ringrazia per ogni dono.
9. Smetti di autodefinirti.
10. Non mentire né rubare, se lo fai, menti e rubi a te stessa.
11. Aiuta il tuo prossimo senza renderlo dipendente.
12. Non desiderare di essere imitato.
13. Fai progetti di lavoro e completali.
14. Non occupare troppo spazio.
15. Non fare rumore né gesti innecessari.
16. Se non la possiedi, imita la fede.
17. Non lasciarti impressionare da personalità forti.
18. Non impossessarti di niente né di nessuno.
19. Distribuisci equitativamente.
20. Non sedurre.
21. Mangia e dormi lo strettamente necessario.
22. Non parlare dei tuoi problemi personali.
23. Non giudicare né discriminare quando non conosci la maggior parte dei fatti.
24. Non stabilire amicizie inutili.
25. Non seguire mode.
26. Non venderti.
27. Rispetta i contratti che hai firmato.
28. Sii puntuale.
29. Non invidiare i beni o gli esiti del prossimo.
30. Parla solo di ciò che è necessario.
31. Non pensare nei benefici che ti procurerà la tua opera..
32. Giammai minaccia.
33. Realizza le tue promesse.
34 In una disputa, mettiti nei panni dell’altro.
35. Ammetti che qualcuno ti superi.
36. No elimines, sino transforma.
37. Vinci le tue paure.
38. Aiuta all’altro ad aiutare sé stesso.
39. Vinci le tue antipatie ed avvicinati alle persone che desideri rifiutare.
40. No actues por reacción a lo que digan bueno o malo de ti.
41. Trasforma il tuo orgoglio in dignità.
42. Trasforma la tua collera in creatività.
43. Trasforma la tua avarizia in rispetto per la bellezza.
44. Trasforma la tua invidia in ammirazione per i valori dell’altro.
45. Trasforma il tuo odio in carità.
46. Non ti lodare né ti insultare.
47. Tratta ciò che non ti appartiene, come se ti appartenesse.
48. Non lamentarti.
49. Sviluppa la tua immaginazione.
50. Non dare ordini solo per il piacere di essere obbedito.
51. Paga i servizi che ti danno.
52. Non fare propaganda delle tue opere o idee.
53. Non cercare di risvegliare negli altri, sentimenti verso di te come: pietà, simpatia, ammirazione, complicità .
54. Non trattare di distinguerti per la tua apparenza.
55. Non contraddire mai, solo taci.
56. Non contrarre debiti, acquista e paga subito.
57. Se offendi qualcuno, chiedigli scusa.
58. Se l’hai offeso pubblicamente, scusati in pubblico.
59. Se ti rendi conto di aver detto qualcosa di sbagliato, non insistere in quell’errore per orgoglio e desisti immediatamente dai tuoi propositi.
60. Non difendere le idee antiche, solo perché fosti tu chi le enunciò.
61. Non conservare oggetti inutili.
62. Non decorarti con idee altrui.
63. Non fotografarti insieme a personaggi famosi.
64. Non rendere conto a nessuno; sii il tuo proprio giudice.
65. Non definirti mai per quello che possiedi.
66. Non parlare mai di te senza concederti la possibilità di cambiare.
67. Renditi conto che niente è tuo.
68. Quando ti chiedono la tua opinione su qualcuno o qualcosa, di solamente le sue qualità.
69. Quando ti ammali, invece di odiare quel male, consideralo tuo maestro.
70. Non guardare con la coda dell’occhio, guarda fisso.
71. Non dimenticare i tuoi morti, però riservagli un luogo limitato che gli impedisca invadere la tua vita.
72. Nel luogo in cui vivi, riserva sempre un posto a ciò che è sacro.
73. Quando realizzi un servizio non risaltare i tuoi sforzi.
74. Se decidi lavorare per gli altri, fallo con piacere.
75. Se dubiti fra fare e non fare, rischia e fa’.
76. Non trattare di essere tutto per il tuo compagno; ammetti che cerchi in altri ciò che tu non puoi dargli.
77 Quando qualcuno ha il suo pubblico, non accudire per contraddirlo e rubargli l’audience.
78. Vivi di soldi guadagnati da te.
79. Non ti invischiare in avventure amorose.
80. Non ti vantare delle tue debolezze.
81. Non visitare mai nessuno solo per riempire il tuo tempo.
82. Ottieni per distribuire.
83. Se stai meditando e arriva un diavolo, fai andare quel diavolo a meditare … 
                                         @#@#@#@#@




George Ivanovich Gurdjíeff  wikipedia


GLI 82 COMANDAMENTI DI ALEJANDRO JODOROWSKY

«Non instaurare amicizie inutili», gli 82 comandamenti di Alejandro Jodorowsky

«NON INSTAURARE AMICIZIE INUTILI» 

di Elena Brenna
«Non difendere le tue vecchie idee semplicemente perché sei colui che le ha espresse»


Reyna d’Assia. Se cercate informazioni su di lei nella grande enciclopedia che è il web, non troverete molte notizie, ma solo qualche dato confuso e parecchi dubbi. Si dice sia figlia del celebre filosofo e mistico armeno Georges Gurdjieff, ma Dushka Howarth, l’ultima nata, ancora in vita affermò di non averne mai sentito parlare (e Wikipedia non le dà torto).
Ciò in cui certamente vi imbatterete, cercando informazioni su Reyna d’Assia, sono 82 comandamenti che afferma esserle stati impartiti dal padre. Nessuno ha mai però trovato il modo di confermare l’attendibilità della leggenda narrata. Gli 82 comandamenti, infatti, appaiono nel libro The Spiritual Journey of Alejandro Jodorowsky.
Secondo chi ha studiato approfonditamente il testo, cogliendo indizi e contraddizioni, la storia narrata da Jodorowsky potrebbe realmente essere frutto della sua fantasia. Nel testo, il regista cileno descrive il primo incontro con Reyna d’Assia, avvenuto intorno al 1970 a Città del Messico dopo una proiezione di El Topo. La passione li ha infuocati e così è iniziata una relazione tra i due. Durante il suo parlare incessante, Reyna d’Assia avrebbe rivelato a Jodorowsky gli insegnamenti di Gurdjieff:
Jodorowsky: Reyna, mi stai raccontando favole! Questi obiettivi sono illusori al 100%, e anche se fossero veri, quale sarebbe il primo passo su questo percorso?
Reyna d’Assia: Chiunque desideri raggiungere lo scopo supremo deve prima di tutto cambiare le proprie abitudini, sconfiggere la pigrizia e divenire un essere umano moralmente sano. Per essere forti nelle cose grandi, dobbiamo essere forti anche in quelle piccole.
Jodorowsky: Come?
Reyna d’Assia: Siamo stati educati male. Viviamo in un mondo di competizione nel quale onestà è sinonimo di ingenuità. Dobbiamo prima sviluppare abitudini buone. Alcune di quelle potrebbero sembrare semplici, ma sono molto difficili da realizzare. Credendo che siano ovvie, non riusciamo a vederle come la chiave della coscienza immortale. Ora dovrei offrirti un dettato dei comandamenti che il mio beato padre mi ha insegnato…
Non sappiamo se gli 82 comandamenti siano realmente stati impartiti da Gurdjieff a Reyna o siano invece frutto della mente profonda e complessa dello stesso Jodorowsky, ma non ci resta che trarne ispirazione per migliorare noi stessi:
1. Focalizza la tua attenzione su te stesso. Sii cosciente in ogni momento di ciò che stai pensando, percependo, provando, desiderando e facendo.
2. Finisci sempre ciò che hai iniziato.
3. Qualunque cosa tu stia facendo, falla nel miglior modo possibile.
4. Non attaccarti a niente che possa distruggerti nel corso del tempo.
5. Sviluppa la tua generosità – ma fallo segretamente.
6. Tratta chiunque come se fosse un parente stretto.
7. Organizza quello che hai disorganizzato.
8. Impara a ricevere e ringrazia per ogni regalo ricevuto.
9. Smetti di definire te stesso.
10. Non mentire e non rubare, perché facendolo menti a te stesso e rubi a te stesso.
11. Aiuta il tuo vicino, ma non renderlo dipendente.
12. Non incoraggiare altri ad imitarti.
13. Fai piani di lavoro e portali a termine.
14. Non occupare troppo spazio.
15. Non fare movimenti o suoni inutili.
16. Se ti manca la fede, fingi di averla.
17. Non permettere a te stesso di essere impressionato da personalità forti.
18. Non considerare nessuno e niente come di tuo possesso.
19. Condividi equamente.
20. Non sedurre.
21. Dormi e mangia solo il necessario.
22. Non parlare dei tuoi problemi personali.
23. Non esprimere giudizi o critiche quando sei ignorante della maggior parte dei fattori coinvolti.
24. Non instaurare amicizie inutili.
25. Non seguire le mode.
26. Non vendere te stesso.
27. Rispetta i contratti che hai firmato.
28. Sii puntuale.
29. Non invidiare mai la fortuna o il successo di qualcuno.
30. Non dire più del necessario.
31. Non pensare ai profitti che il tuo lavoro genererà.
32. Non minacciare nessuno.
33. Mantieni le tue promesse.
34. Nelle discussioni, mettiti al posto dell’altra persona.
35. Ammetti che qualcun altro potrebbe essere superiore a te.
36. Non eliminare, trasforma.
37. Sconfiggi le tue paure, perché ognuna di loro rappresenta un desiderio camuffato.
38. Aiuta gli altri ad aiutare se stessi.
39. Sconfiggi le tue avversioni e avvicinati a coloro che ti inspirano rifiuto.
40. Non reagire a ciò che gli altri dicono di te, che siano lodi o colpe.
41. Trasforma il tuo orgoglio in dignità.
42. Trasforma la tua rabbia in creatività.
43. Trasforma la tua avidità in rispetto per la bellezza.
44. Trasforma la tua invidia in ammirazione per i valori dell’altro.
45. Trasforma il tuo odio in carità.
46. Non elogiare né insultare mai te stesso.
47. Considera ciò che non ti appartiene come se ti appartenesse.
48. Non protestare.
49. Sviluppa la tua immaginazione.
50. Non dare mai ordini per ottenere soddisfazione dall’essere ubbidito.
51. Paga per i servizi eseguiti per te.
52. Non fare proseliti del tuo lavoro o delle tue idee.
53. Non tentare di far provare agli altri nei tuoi confronti emozioni come pietà, ammirazione, compassione o complicità.
54. Non tentare di distinguerti con la tua apparenza.
55. Non contraddire; piuttosto, resta in silenzio.
56. Non contrarre debiti; acquista e paga immediatamente.
57. Se offendi qualcuno, chiedi il suo perdono; se hai offeso qualcuno pubblicamente, scusati pubblicamente.
58. Quando realizzi di aver detto qualcosa di sbagliato, non persistere nell’errore per orgoglio; piuttosto, ritratta immediatamente.
59. Non difendere le tue vecchie idee semplicemente perché sei colui che le ha espresse.
60. Non tenere oggetti inutili.
61. Non adornare te stesso con idee esotiche.
62. Non tenere le tue fotografie con persone famose.
63. Non giustificarti con nessuno e tieni per te le tue opinioni.
64. Non definire te stesso in base a ciò che possiedi.
65. Non parlare a te stesso senza considerare che potresti cambiare.
66. Accetta che niente ti appartiene.
67. Quando qualcuno chiede la tua opinione circa qualcosa o qualcuno, parla solo delle sue qualità.
68. Quando ti ammali, considera la tua malattia come il tuo maestro, non come qualcosa da odiare.
69. Osserva direttamente e non nasconderti.
70. Non dimenticare i morti cari, ma concedi loro uno spazio limitato e non permettergli di invadere la tua vita.
71. Ovunque tu viva, trova sempre uno spazio da dedicare al sacro.
72. Quando offri un servizio, rendi il tuo sforzo poco appariscente.
73. Se decidi di lavorare per aiutare gli altri, fallo con piacere.
74. Se stai esitando tra il fare e il non fare, corri il rischio del fare.
75. Non tentare di essere tutto per il tuo sposo/la tua sposa; accetta che ci siano cose che non puoi dargli/darle ma che altre persone possono.
76. Quando qualcuno sta parlando ad un pubblico interessato, non contraddire quella persona e non rubare il suo pubblico.
77. Vivi dei soldi che hai guadagnato.
78. Non vantarti mai delle avventure amorose.
79. Non glorificare mai la tua debolezza.
80. Non fare visita a qualcuno solo per passare il tempo.
81. Ottieni cose per poi condividerle.
82. Se stai meditando e il diavolo appare, fai meditare anche il diavolo.


I 10 comandamenti di Osho

“Io sono contrario a ogni sorta di comandamenti tuttavia, tanto per divertirci però, eccoti un elenco”. Tratto da “Una tazza di té”.
“Love.
Mi chiedi quali sono i miei dieci comandamenti.
Chiedi qualcosa di molto complesso perché io sono contrario a ogni sorta di comandamenti.
Tuttavia, tanto per divertirci, ho fatto questo elenco:
1. Non ubbidire ad alcun ordine all’infuori di quello interiore.
2. L’unico Dio è la vita stessa.
3. La verità è dentro di te, non cercarla altrove.
4. L’amore è preghiera.
5. Il vuoto è la soglia della verità: è il mezzo, il fine e la realizzazione.
6. La vita è qui e ora.
7. Vivi totalmente desto.
8. Non nuotare, galleggia.
9. Muori a ogni istante, così da essere rinnovato a ogni istante.
10. Smetti di cercare. Ciò che è, è: fermati e guarda.” Osho
dieci comandamenti



Es. di oggi

Johan Cruyff: i 10 comandamenti del profeta del gol


Proviamo a ricordarlo con sette regole d’oro che ha seguito come allenatore, calciatore e dirigente.
1. “La tecnica non è palleggiare mille volte consecutive. Con quello puoi essere il migliore in un circo. E’ passare la palla a un compagno con un solo tocco, farlo con la giusta velocità e mettergliela al suo piede”.
2. “Nelle mie squadre il portiere è il primo attaccante, e il centravanti il primo difensore”.
3. “Perché non sarebbe possibile battere una squadra più ricca? Io non ho mai visto una borsa piena di soldi segnare un goal”
4. A un giovane Jorge Valdano, che lo critica per le proteste all’arbitro e gli dice con arroganza “prendi il pallone e gioca da solo”, chiede il nome e l’età. “Ho 21 anni” gli risponde. E lui “Ragazzo, a 21 anni a Cruyff si dà del lei”
5. “Un vero leader non consola i compagni per un errore. Se ne assume la responsabilità in prima persona”
6. “Quando hai vinto qualcosa, tu non arriverai più al 100%. Sarai al 90%. Come una bottiglia di acqua gassata appena stappata e poi richiusa, avrai perso un po’ di gas. E allora qualcuno dovrà scuoterti per farlo tornare”
7. “C’è sempre e solo un pallone in campo. E tu devi averla”. A volte, dicevano i suoi detrattori, la toglieva anche ai compagni, oltre che agli avversari.
8. “Nel golf tu hai un allenatore per ogni mazza, percorso, distanza da coprire con la pallina. E nel calcio invece c’è un solo allenatore per 15 persone. Lo trovo folle”. E pensare che il suo Barcellona ne ha almeno 30, e così l’Ajax che portò nella leggenda.
9. “La qualità senza risultati non ha senso. I risultati senza la qualità sono noiosi”
10. “Giocare a calcio è semplice. Ma giocare un calcio semplice, è la cosa più difficile”

E l’ultima è “devi credere sempre in te stesso, soprattutto se sei Johan Cruyff“. 
ecco  La  FINE ...!



Somewhere Over The Rainbow - What A Wonderful World (Meet Joe Black)