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sabato 4 marzo 2017

"Noi cannibali figli di Medea"


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da: "Noi cannibali figli di Medea" - Oriana Fallaci

*....... Infatti se tale opinione coincidesse con quella della Chiesa Marxista, di Lenin, di Stalin, di Mao Tse Tung, e perfino del re di Cuba cioè dello spregevolissimo Castro, la esprimerei col medesimo candore. * *Non me ne importa nulla nemmeno dell' astuto ricatto cioè della loro promessa di guarire il diabete, la distrofia, l' Alzheimer, la sclerosi multipla di Stephen Hawking. **(Il grande cosmologo che da decenni vive in carrozzina e ciondola peggio d' un fiore appassito).* *Come dissi nell' intervista al Foglio , non me ne importerebbe nemmeno se le staminali servissero a guarire... altro »




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Schema del sistema di gratificazione cerebrale

109. La pornografia come strumento di controllo (VII parte)


  Puntate precedenti: La pornografia come strumento di controllo, individuale e sociale (parte I) La pornografia come strumento di controllo: le basi neuro-fisiologiche (parte II) La pornografia come strumento di controllo: le basi neuro-fisiologiche (parte III) La pornografia come strumento di controllo: le basi neuro-fisiologiche (parte IV) La pornografia come strumento di controllo: anche la … Leggi tutto 
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>>>   «Noi aspiriamo a corrompere per poter dominare»
Giuseppe Mazzini (massone, 1805-1872)   pornography

 Uncanny Lover: Building a Sex Robot | Robotica | The New York Times

venerdì 16 settembre 2016

Piazzale Oriana Fallaci...




www.oriana-fallaci.com
 
“Sono nata a Firenze il 29 giugno 1929 da genitori fiorentini (...). Fiorentino parlo, fiorentino sento. Fiorentina è la mia cultura e la mia educazione. All’estero quando mi chiedono a quale paese appartengo rispondo Firenze. Non Italia. Perché non è la stessa cosa” -  
fonte: www.rainews.it


Oriana Fallaci, a 10 anni dalla morte la scrittrice ha il suo piazzale


By  www.firenzetoday.it



Risultati immagini per Oriana Fallaci
La storia di Oriana Fallaci, quella vera 


Chi era la giornalista italiana più conosciuta e apprezzata al mondo, raccontato un po' meglio che in tv www.ilpost.it




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sabato 30 luglio 2016

Perché sull’Islam ha ragione padre Dall’Oglio e non la Fallaci

Perché sull’Islam ha ragione padre Dall’Oglio e non la Fallaci

Tre anni fa veniva rapito il gesuita romano a Raqqa, in Siria. 
Una vita dedicata al dialogo, unica via per disinnescare la trappola dell'odio fondamentalista

“La Chiesa ha rifiutato lo scontro di civiltà che accomunava Samuel Huntington e al Qaida. E questo, evidentemente, è diventata una colpa da espiare”. Così Andrea Riccardi commenta l’assassinio di Padre Jacques Hamel, in un articolo uscito sull’Espresso di questa settimana (“Cristiani mai in guerra”, a firma di Marco Damilano).
Il fondatore della Comunità di Sant’Egidio – cattolico, storico e profondo conoscitore dell’Islam – ricorda che nel 2016 si celebra il trentennale dell’incontro ecumenico di Assisi, e propone un ritorno a quello spirito. “Oggi la sfida è tornare a quella strategia. Non accettare la violenza. Sapere che c’è un’Islam che odia e un Islam che cerca l’amicizia e che sente l’onta di gesti che profanano la vita e un tempio dedicato al culto”.
Sono tante le storie di sacerdoti che hanno pagato a caro prezzo il proprio stile di vita fedele ai dettami del Vangelo.
“Il Vangelo propone una logica di speranza. La logica della carità in tutto e nonostante tutto. Ed è più forte della morte” – Padre Paolo, 2011
Come l’86enne Jacques Hamel, sgozzato pochi giorni fa durante una messa nella sua parrocchia in Normandia, come i giovanissimi sacerdoti iracheni Wasim Sabieh e Thaier Saad Abdal, morti nell’attentato che nel 2010 ha colpito la Cattedrale siro-cattolica di Baghdad, oppure come don Andrea Santoro, freddato in Turchia dalla pistola del 16enne Ouzhan Akdil. La lista sarebbe molto lunga.E oggi, 29 luglio, non possiamo non ricordare Padre Paolo Dall’Oglio, rapito in Siria tre anni fa. Abuna Paolo si trovava a Raqqa per trattare la liberazione di un gruppo di ostaggi. Dal 29 luglio 2013 si sono perse le sue tracce, l’ipotesi più verosimile è che sia stato rapito da un gruppo di estremisti islamici vicino ad al Qaida.

Una vita spesa per il dialogo
Negli anni ’80 il gesuita romano ha rifondato la comunità monastica cattolico-siriaca Mar Musa nel deserto a nord di Damasco, dove nel 1992 fonda la comunità ecumenica al-Khalil (in arabo «l’amico», con cui si indica il patriarca Abramo) che promuove il dialogo islamico-cristiano. Il suo trentennale attivismo per l’abbattimento dei muri di diffidenza reciproca e per la costruzione di ponti di dialogo, è stato il motivo per cui il regime siriano lo ha espulso dal Paese mediorientale, nel 2012.
Dal 2011 Padre Paolo, che ha speso gran parte della sua intensa vita insieme al popolo siriano, si è infatti impegnato a formulare – insieme ai suoi “concittadini adottivi” – proposte di soluzioni pacifiche alle questioni sollevate dalle rivolte sviluppatesi in Siria. Tra i punti proposti anche una transizione politica verso un’architettura istituzionale democratica e il raggiungimento del consenso delle diverse componenti sociali e delle varie sensibilità religiose che coabitano in Siria.
>>> pag.2  ALETEIA 

sabato 30 gennaio 2016

Avete taciuto abbastanza. E’ ora di finirla di stare zitti! Gridate con centomila lingue…


 NESSUNO DICA CHE NON SAPEVA


BY LEGGOERIFLETTO

Il declino del coraggio – Aleksandr Solženicyn


“Il declino del coraggio è nell’Occidente d’oggi forse ciò che più colpisce uno sguardo straniero. Il coraggio civico ha disertato non solo il mondo occidentale nel suo insieme, ma anche ognuno dei paesi che lo compongono, ognuno dei suoi governi, ognuno dei suoi partiti, nonché, beninteso, l’Organizzazione delle Nazioni Unite. Questo declino del coraggio è particolarmente avvertibile nello strato dirigente e nello strato intellettuale dominante, e da qui deriva l’impressione che il coraggio abbia disertato la società nel suo insieme. 
Naturalmente ci sono ancora numerose persone individualmente coraggiose, ma non sono loro a dirigere la vita della società. I funzionari politici e intellettuali manifestano questo declino, questa fiacchezza, questa irrisolutezza nei loro atti, nei loro discorsi e soprattutto nelle considerazioni teoriche che si premurano di esibire dimostrandovi che questo modo d’agire, che basa la politica di uno Stato sulla vigliaccheria e il servilismo, è pragmatico, razionale e giustificato da qualsiasi elevato punto di vista intellettuale e perfino morale lo si consideri. 
Questo declino del coraggio, che sembra talvolta arrivare fino alla perdita di ogni traccia di virilità, assume poi una particolare sfumatura ironica nei casi in cui i medesimi funzionari sono presi da subitanei accessi di braveria e intransigenza nei confronti dei governi senza forza, di paesi deboli che nessuno sostiene o di correnti condannate da tutti, che manifestamente non sono in grado di reagire in alcun modo. Ma la loro lingua si secca e le loro braccia si paralizzano di fronte ai governi potenti e alle forze minacciose, di fronte agli aggressori e all’Internazionale del terrore.
C’è bisogno di ricordare che il declino del coraggio è stato sempre considerato, sin dai tempi antichi, il segno precorritore della fine?”
– Aleksandr Solženicyn –
(discorso tenuto all’Università di Harvard l’ 8 giugno 1978)



”…non si può dire amo i miei figli,
permettendo alla società di farne man bassa,
non si può dire: amo la mia famiglia,
ci tengo alla mia famiglia,
permettendo al costume sociale di distruggerla.
Occorre il coraggio
di difendere questi riferimenti in pubblico associandosi
perché senza l’associarsi la debolezza del singolo
o del particolare è travolta da qualsiasi forma di potere…”
– don Giussani – 
Giussani, ai responsabili delle Famiglie, aprile 1993


NESSUNO DICA CHE NON SAPEVA
“A coloro che a partire da questa tolleranza vogliono procedere alla legittimazione di specifici diritti per le persone omosessuali conviventi, bisogna ricordare che la tolleranza del male è qualcosa di molto diverso dall’approvazione o dalla legalizzazione del male.
In presenza del riconoscimento legale delle unioni omosessuali, oppure dell’equiparazione legale delle medesime al matrimonio con accesso ai diritti che sono propri di quest’ultimo, è doveroso opporsi in forma chiara e incisiva. Ci si deve astenere da qualsiasi tipo di cooperazione formale alla promulgazione o all’applicazione di leggi così gravemente ingiuste nonché, per quanto è possibile, dalla cooperazione materiale sul piano applicativo. In questa materia ognuno può rivendicare il diritto all’obiezione di coscienza”.

(Congregazione per la Dottrina della Fede, considerazioni circa i progetti di riconoscimenti legale delle unioni tra persone omosessuali, Prefetto Card. Joseph Ratzinger, approvato dal Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, 3 giugno 2003)
Le prime esperienze emotive il bambino le vive durante la vita intrauterina. La sua qualità contribuisce a determinare il senso della fiducia che manifesterà verso il mondo esterno, in quanto l’amore materno innesca un dialogo emotivo, che viene trasmesso al feto attraverso i legami neuro-ormonali. Quindi, le emozioni materne, per esempio di gioia, serenità, paura, voglia di vivere, ecc. possono contribuire allo sviluppo emotivo del futuro bambino. Queste emozioni materne, costituiscono le primarie predisposizione della personalità che contribuiscono a determinare il temperamento del bambino.
«Se noi stacchiamo il fatto procreativo dalla relazione affettiva e sessuale si può ipotizzare un futuro in cui la produzione degli esseri umani avviene totalmente attraverso le macchine. Una volta combinato tecnicamente l’ovocita e lo sperma, si procederà a costruire artificialmente degli esseri umani. La scienza potrà arrivare a questo. Il problema non è impedirlo. La ricerca deve fare i suoi percorsi per capire quello che può della vita. Ma l’uomo non deve consentire che tutto ciò che è tecnicamente fattibile diventi lecito. […] Il patrimonio genetico è un bene che appartiene alla collettività storica nella quale si è formato. Come debbono essere beni condivisi l’ambiente, le piazze delle città, aspetti della vita economico sociale, così ci sono questioni che riguardano la cultura e la antropologia che non possono essere a disposizione di una libertà senza limiti”. 

– Pietro Barcellona – 
“Senza l’opera di trasmissione dei significati della vita, da una generazione all’altra, le nuove generazioni saranno solo dei barbari accampati nel nostro territorio. 
Non capiranno, non conserveranno e non trasmetteranno più niente di quello che ha alimentato la vita dei loro avi. 
E la vita perderà il suo fervore e il suo significato e il collegamento al nodo divino che unisce le cose..”

– Antoine de Saint Exupery – 



“La stepchild adoption mi vede assolutamente contrario, anzi mi domando perché proprio le donne di destra e sinistra non insorgano perché si faccia una legge molto punitiva sull’utero in affitto. 
Si combatte la prostituzione e non si capisce che in fondo la vendita dell’utero è una prostituzione forse ancora peggiore”.
-Stefano Zecchi –
Scrittore, giornalista
NOI NO
Il grande mercato internazionale dei figli comprati con l’utero in affitto è la più barbara forma di schiavismo dei nostri tempi. Non è, solo, una questione legata alla dignità della donna, trasformata in produttrice di bambini da portar via; la pratica è barbara in sé, perché ha ad oggetto la fornitura di esseri umani. 
Gli esseri umani non si comprano, e nemmeno si regalano. 
Il mercato dei figli è la diretta conseguenza della distruzione della famiglia, che passa innanzitutto per la rottamazione, cioè abolizione, del matrimonio. In Italia si sta provando a legittimare questa pratica con l’approvazione delle cosiddette “unioni civili” tra persone dello stesso sesso, che prevedono la stepchild-adoption, cioè il riconoscimento della genitorialità al partner che non ha alcun legame biologico col bambino avuto appunto con utero in affitto. Nei prossimi giorni tenteranno di mascherare questa forma di adozione, che viola i diritti dei bambini, con l’etichetta di un “affido rinforzato”. Si tratta di compromessi ipocriti che saranno spazzati via dal primo Tribunale. 
Una crepa nella diga, ed è solo questione di tempo. E di sentenze.

– Generazione Famiglia – La Manif Italia –
Buona giornata a tutti. :-)