mercoledì 10 settembre 2014

U2 E LE CANZONI DELL'INNOCENZA


marioadinolfi.ilcannocchiale.it
Il disco per Iris, la mamma di Bono

U2 E LE CANZONI DELL'INNOCENZA


Non volevo crederci. Mi pareva impossibile, mi pareva che anche il mio inglese fosse improvvisamente diventato renziano, che avessi capito fischi per fiaschi. Stavo seguendo in diretta la presentazione dell'iPhone 6 (molto fiacca, sembra che improvvisamente alla Apple si siano messi a copiare il Samsung Galaxy: stessa scocca arrotondata in plastica, stesso padellone da cinquepolliciemezzo, stesso abbinamento all'orologio che i coreani chiamano Gear e ieri chiamavano iWatch) che tutto d'un colpo s'è materializzato il miracolo. Ripeto, mi pareva d'aver perso la padronanza della lingua d'Albione, ma lì dal palco il pallido e imbarazzante imitatore di Steve Jobs nell'annunciare gli U2 presenti live aveva proprio detto che il nuovo attesissimo loro cd sarebbe stato immediatamente disponibile per i possessori di iTunes in maniera totalmente gratuita. Capito? Un disco che aspettavamo da sei anni, che nessuno sapeva quando cacchio avrebbe visto la luce ed aveva avuto una genesi raccontata come laboriosissima, era già nei nostri iPhone. Bastava cliccare: download. Ho cliccato.



Era tutto vero. Gli undici brani avvolti in una copertina eterea, completamente bianca, il titolo scritto come su un vinile: Songs of innocence. Canzoni dell'innocenza. Tutte completamente gratis per tutti sul web come fossero un Voglio la mamma qualsiasi (a proposito, vedete che si può fare, non è una follia?). Decine di milioni di fans sfamati in un'istante in ogni angolo del globo. Gratis et amore dei.

Così ho passato la notte attaccato a queste canzoni. Sono andato a giocare a POKER, sono uscito dal circolo, mi sono appoggiato a una macchina e ho fatto sgorgare dal mio iPhone nel cuore di una Roma spettrale e infinitamente buia la voce di Bono e la chitarra di The Edge. Non sono un musicologo, anzi considero la musica un'arte minore nella sua declinazione contemporanea, ma loro mi hanno rubato il cuore da ragazzino mettendo in musica il salmo 40 (Fourty) e raccontando la lotta dolorosa dei cattolici in Irlanda del Nord (Sunday Bloody Sunday), scrivendo la più bella canzone su Dio (One, no, non è una canzone d'amore, non in senso canzonettistico classico) e quella sul dolore infinito di chi si suicida (Stay), Io sono fedele alle mie passioni da ragazzino. E come un ragazzino mi sono riascoltato dieci volte l'intero disco.

Un disco che si apre con la parola "Miracolo" e si chiude con la parola "Problemi". Tra The Miracle e The Troubles, canzone uno e canzone undici del cd, quasi un'ora di esplosioni di inventiva. Non è The Joshua Tree (l'immenso album che rivelò più di un quarto di secolo fa la forza religiosa e profetica degli U2 al mondo decretandone l'immortalità) ma è veramente qualcosa da ascoltare con attenzione.

C'è la straordinaria Iris (Hold me close), la canzone dedicata da Bono a sua madre, cavolo 'sta mamma torna sempre, in cui le ripete una dozzina di volte che la vita di lei è in lui. Iris Rankin, madre di Paul Hewson oggi noto al mondo come Bono, morì il 10 settembre 1974. Esattamente quarant'anni fa. Morì colpita da un aneurisma cerebrale il giorno del funerale del padre, il nonno di Bono. Lui aveva quattordici anni. 

C'è la canzone intitolata con la via della casa natia, Cedarwood Road, e c'è la canzone che ricorda come un'autobomba l'abbia sfiorato da bimbo, Raised by Wolves; c'è la canzone (dura) per far dormire sonni tranquilli, Sleep like a baby tonight e poi c'è Song for someone. La canzone per qualcuno. Quella che impareremo a memoria, la nuova ballata.

Io ho avuto l'impressione che fosse una canzone per me. Comunque, questo disco è un regalo. Piovuto dal cielo.
Era tutto vero. Gli undici brani avvolti in una copertina eterea, completamente bianca, il titolo scritto come su un vinile: Songs of innocence. Canzoni dell'innocenza. Tutte completamente gratis per tutti sul web come fossero un Voglio la mamma qualsiasi (a proposito, vedete che si può fare, non è una follia?). Decine di milioni di fans sfamati in un'istante in ogni angolo del globo. Gratis et amore dei.
Così ho passato la notte attaccato a queste canzoni. Sono andato a giocare aPOKER, sono uscito dal circolo, mi sono appoggiato a una macchina e ho fatto sgorgare dal mio iPhone nel cuore di una Roma spettrale e infinitamente buia la voce di Bono e la chitarra di The Edge. Non sono un musicologo, anzi considero la musica un'arte minore nella sua declinazione contemporanea, ma loro mi hanno rubato il cuore da ragazzino mettendo in musica il salmo 40 (Fourty) e raccontando la lotta dolorosa dei cattolici in Irlanda del Nord (Sunday Bloody Sunday), scrivendo la più bella canzone su Dio (One, no, non è una canzone d'amore, non in senso canzonettistico classico) e quella sul dolore infinito di chi si suicida (Stay), Io sono fedele alle mie passioni da ragazzino. E come un ragazzino mi sono riascoltato dieci volte l'intero disco.
Un disco che si apre con la parola "Miracolo" e si chiude con la parola "Problemi". Tra The Miracle e The Troubles, canzone uno e canzone undici del cd, quasi un'ora di esplosioni di inventiva. Non è The Joshua Tree (l'immenso album che rivelò più di un quarto di secolo fa la forza religiosa e profetica degli U2 al mondo decretandone l'immortalità) ma è veramente qualcosa da ascoltare con attenzione.
C'è la straordinaria Iris (Hold me close), la canzone dedicata da Bono a sua madre, cavolo 'sta mamma torna sempre, in cui le ripete una dozzina di volte che la vita di lei è in lui. Iris Rankin, madre di Paul Hewson oggi noto al mondo come Bono, morì il 10 settembre 1974. Esattamente quarant'anni fa. Morì colpita da un aneurisma cerebrale il giorno del funerale del padre, il nonno di Bono. Lui aveva quattordici anni. 
C'è la canzone intitolata con la via della casa natia, Cedarwood Road, e c'è la canzone che ricorda come un'autobomba l'abbia sfiorato da bimbo, Raised by Wolves; c'è la canzone (dura) per far dormire sonni tranquilli, Sleep like a baby tonight e poi c'è Song for someone. La canzone per qualcuno. Quella che impareremo a memoria, la nuova ballata.
Io ho avuto l'impressione che fosse una canzone per me. Comunque, questo disco è un regalo. Piovuto dal cielo.

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