mercoledì 24 maggio 2017

Il viaggio di 11 tibetani, ferventi buddisti, verso Lhasa dove risiede il Dalai Lama.


Paths of the soul

Paths of the Soul è il lavoro più recente di Zhang Yang, un regista che abbiamo imparato a conoscere per lo sguardo attento e “metropolitano” su una Cina moderna in continua trasformazione. Undici tibetani, ferventi buddisti, intraprendono un cammino di oltre duemila chilometri per raggiungere la città santa di Lhasa, dove risiede il Dalai Lama. Il loro viaggio durerà mesi e dovrà confrontarsi con tutte le difficoltà immaginabili, non ultima la scelta di percorrere il viaggio immersi in un rituale mantrico che li porta a inginocchiarsi fino a terra ad ogni passo. Nella ripetizione e nella determinazione i pellegrini troveranno la forza per procedere nella gioia verso la loro meta.
Paths of the Soul è un road movie spirituale immerso nell’impervio e maestoso Tibet. In delicato equilibrio tra documentario e finzione, la visione del film coinvolge e contagia inevitabilmente gli stessi spettatori con un esempio di forza spirituale di rara potenza.
In delicato equilibrio tra documentario e finzione, la visione del film coinvolge e contagia inevitabilmente gli stessi spettatori con un esempio di forza spirituale di rara potenza.

lunedì 22 maggio 2017

Nelle periferie del senso: si può viaggiare anche dal divano.


                                          Felice chi ha la strada nel cuore

Il Festival Biblico in TV su Telechiara


La voce dei protagonisti, i testimoni d’eccezione, le feste di piazza. Tutto in televisione.
Fino al termine del festival, in onda ogni giorno, alle 19 e alle 23.15, su Telechiara – canale 14 del digitale terrestre, una striscia speciale dedicata alla kermesse biblica.
Gli episodi sono disponibili anche sul canale Youtube di Telechiara
Qui è già pubblicato il video integrale dell’intervento di Giacomo Poretti per l’apertura del festival, giovedì 18 maggio in Basilica Palladiana:

Giovanni Falcone e Paolo Borsellino



settimana-delle-culture-gli-eventi-a-palermo-in-ricordo-di-falcone-e-borsellino

 #SOUL - Maria Falcone ospite di Monica Mondo


domenica 14 maggio 2017

L’Angelo annunziante


di enricogarrou
E’ grande il piacere mio nel parlare degli angeli,
nel mio sito ho pubblicato alcune poesie su queste creature luminose.
Spero che la mia poesia sull’Angelo annunziante sia gradita.

l’Angelo annunziante

Quando apparve si scatenò un firmamento di arcobaleni,
astri vagavano nel blu del cielo come lacrime d’amore,
fiori umidi dal pianto dell’aurora sorrisero,
le rose narravano incanti, farfalle palpitavano sopra i fiori.
Nel suo volto scorreva il cosmo, le sue ali avevano riflessi d’oro,
i capelli erano biondi come di sposa bambina,
nella mano un giglio candido bagnato dai sogni,
il suo corpo era metamorfosi di luce,
luce di perle, che illuminava tutto.
Un soffio d’amore infinito riempì il mio cuore,
quando la parola uscì dal paradiso delle sue labbra
ed Io compresi: nelle parole artefici della luce e della visione
vidi il tuo volto, la tua bellezza che seduce la luna
e fa cantare gli astri, vidi il tuo corpo intrecciato al mio,
anime perse in un mondo di nettare e di ghirlande di viole,
avvolti dal profumo dei gelsomini.
Sprofondai nella creazione, nell’immagine del futuro,
oltre il tempo, lo spazio, nell’anima delle conchiglie,
nel lago dell’amore infinito dove convivono tutti i colori,
dove soli pieni di miele si specchiano rapiti.
La rivelazione terminò mentre in cielo danzavano comete,
l’angelo volò via dai miei occhi, lasciandomi la nostalgia di Te,
ed io sprofondai nel dolce pozzo dei sogni.
Leonardo da Vinci

Mamma... è poco dedicarti un solo giorno!



Mamma... è poco dedicarti un solo giorno

*Cara figlia mia,* *voglio narrarti una storia. Molto tempo fa, un uomo che aveva ricevuto da Dio il dono di dipingere con pennelli e colori le meraviglie che vedeva attorno a sè, pensò che era giusto insegnare la sua arte ad altri giovani così che non morisse con lui.* *Spiegò ai suoi allievi come usare i pennelli, a diluire i colori per ottenere le sfumature più infinite per rappresentare il creato. * *Quando, secondo lui, furono pronti, mostrò loro un suo dipinto e li esortò a riprodurlo il più fedelmente possibile, seguendo i suoi insegnamenti concedendo loro una settimana di tem...

Preghiera alla madre - Umberto Saba


*Madre che ho fatto* * soffrire (cantava un merlo alla finestra, il giorno... abbassava, sì acuta era la pena che morte a entrambi io mi invocavo) madre ieri in tomba obliata, oggi rinata presenza, che dal fondo dilaga quasi vena d’ acqua, cui dura forza reprimeva, e una mano le toglie abile o incauta l’impedimento; presaga gioia io sento il tuo ritorno, madre mia che ho fatto, come un buon figlio amoroso, soffrire. Pacificata in me ripeti antichi moniti vani. E il tuo soggiorno un verde giardino io penso, ove con te riprendere può a conversare l’ anima fa...altro »

lunedì 8 maggio 2017

Ciclo...pellegrinaggio sulle antiche orme dei pellegrini.

Felice chi ha la strada nel cuore
www.festivalbiblico.it/programma


Martedì 23 maggio, ore 18.45





Ciclopellegrinaggio dalla chiesa vecchia di Maddalene all'abbazia di sant'Agostino

Sulle antiche orme dei pellegrini

Percorso di 15 km in bicicletta attraverso i luoghi più significativi che furono meta dei primi pellegrini a Vicenza. Quota di iscrizione 5 euro, max 50 persone. Prenotazione entro il 20 maggio: segreteria@festivalbiblico.it.
Chiesa vecchia di Maddalene - Strada delle Maddalene, 28
Con la collaborazione di: 
Ufficio Pellegrinaggi, FIAB Vicenza
Codice evento: VI-A3

Paths of the soul

www.festivalbiblico.it
Mercoledì 24 Maggio 2017 
Vicenza, h. 21:00


Paths of the soul
Film di Zhang Yang

Il viaggio di 11 tibetani, ferventi buddisti, verso Lhasa dove risiede il Dalai Lama. Ingresso 4 euro.
Patronato Leone XIII - Contrà Vittorio Veneto, 1
Con la collaborazione di:
Acec Triveneta
Codice evento: VI-6

Passa il 100° Giro d'Italia.

Ciclismo 2
www.sullastradadiemmaus.it

Cent'anni di gesta eroiche, di cime innevate, di tempestosi duelli sulle strade polverose d'Italia. Dalle Alpi agli Appennini, dalla Laguna al Monferrato, dalla Garfagnana al Gargano nacque e crebbe questo bel figlio chiamato Giro d'Italia. Tra campi e vecchie fattorie, distese di grano e vette luminose quel gruppo colorato e veloce divenne l'emblema dell'esistenza stessa: un viaggio, un'epopea, una proiezione della passione che passeggia verso l'Eternità. Un'avventura d'altri tempi, tra rabbia e amore. Da Luigi Ganna, il primo vestito di rosa, a Vincenzo Nibali, l'ultimo, è serbata l'avventura di uomini simili a cacciatori di fortuna. Che lungo le strade d'Italia portano l'odore acre delle gomme sull'asfalto, il colore della passione, l'arditezza della sfida. Nacque povero il Giro: gli atleti si nutrivano male, rubavano frutti sugli alberi, saltavano nei nidi dei pollai per carpire uova fresche. Nato povero, ben presto divenne ricco della sua nobile semplicità. Schermaglie e duelli, imboscate e fughe epiche, tranelli e coalizioni accesero ben presto nell'immaginario della gente la simpatia per questo sport così vicino alla vita della gente. Senza biglietto né prenotazioni, basta mettersi sull'uscio e attendere, accompagnati da quella carovana che anticipa l'emozione del passaggio. E sulle gradinate delle strade il vecchio sul trattore che racconta di Girardengo, il bimbo con la bandana che sogna il Pirata, la vecchia che ricorda la Dama Bianca stendendo il bucato. Giovinezza, vecchiaia e quell'unica passione per la bicicletta: così simili al Giradengo e all'amico Sante Pollastri musicati dal De Gregori poeta. Il Giro e l'Italia: delle due guerre, della Resistenza, dell'emigrazione. Dell'attentato a Togliatti, delle proteste degli operai, del terziario Bartali e del Coppi concubino. Di Binda, Guerra e Nencini. Della lotta sportiva tra il cannibale Merckx e l'italico Gimondi, tra Saronni e Moser. Dello spettacolo di Charly Gaul sulle montagne e di Bahamontes, “l'aquila di Toledo”. Dell'eleganza di Re Miguel Indurain e delle scorribande fratricide tra Bugno e Chiappucci. E del mistero, fascinoso e tremendo, di quello scricciolo d'uomo venuto dal mare di Romagna che riportò agli antichi fasti uno sport dalle radici secolari. Veloce, scattante, fulmineo: sui pedali, come nella vita.

Di lui rimane quella tomba che s'inalbera a mo' di salita.

Ogni anno un vestito nuovo, con quel rosa di sottofondo che ancor oggi intriga. Un vestito colorato e mille storie da raccontare: storie infami e bellissime, di traditori e di poeti, di musicisti e di giornalisti. Di vittorie e di sconfitte, di alleanze e tradimenti, d'astuzia e spionaggio. Con la chitarra o la fotocamera, con un po' di porchetta e un bicchiere di rosso, qualche striscione sul tornante e quell'attesa che fa di ogni tifoso il protagonista innamorato di quest'avventura chiamata Giro d'Italia. Lo maltrattano, ne ignorano le radici e l'etica, lo sporcano e lo infangano: ma lui rimane sempre quello del 1909. Bellissimo, emozionante, avvincente: perché racconta la storia di un uomo che in sella al suo destriero si batte con tutto se stesso per rubare alla sorte il profumo della vittoria. La storia della gente di campagna, di città e di riviera che al fiorire di ogni maggio pennella le strade, orna i davanzali, accende la passione perché passa il Giro d'Italia. Doping, imbrogli e imprese truccate: le provano tutte per ammazzarlo questo fiore dell'Italia sportiva. Eppure ogni anno risorge a colpi d'amore: perché c'è ancora chi scommette che quello di quest'anno sarà il Giro della rinascita. Dopo novantanove anni di tentativi.
Il giornalista Mario Ferretti apriva le telecronache con un grido, al posto dei saluti: “Un uomo solo è al comando. Ha la maglia biancoceleste della Bianchi. Il suo nome è Fausto Coppi”. Adesso che Coppi se n'è andato e le maglie non son più di lana, non importa chi s'ammanterà di rosa a fine-Giro.
Ci piacerebbe solo che al comando ci fosse un atleta pulito.
Il regalo più bello ad un Giro che da cent'anni è il cantastorie della vita!

domenica 7 maggio 2017

Inno alla Vergine




Poesia di Dante Alighieri
Vergine Madre, figlia del tuo figlio 

Vergine Madre, figlia del tuo figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d'eterno consiglio,
tu se' colei che l'umana natura
nobili tasti sì, che 'l suo fattore
non disdegnò di farsi sua fattura.
Nel ventre tuo si raccese l'amore,
per lo cui caldo ne l'etterna pace
così è germinato questo fiore.
Qui se' a noi meridiana face
di caritate, e giuso, intra mortali,
se' di speranza fontana vivace.
Donna, se' tanto grande e tanto vali,
che qual vuoI grazia e a te non ricorre
sua distanza vuoI volar sanz'ali.


Vergine Madre, Figlia del tuo Figlio ...

XXXIII Canto del Paradiso (Dante Alighieri) 
Musica di L. Vassallo
voci e chitarra: G.Bottino - L. Vassallo

VERGINE MADRE

la- sol + mi+ la- (rip.)

la- sol do mi+
Vergine madre, figlia del tuo figlio,
la- sol do mi+
umile e alta più che creatura,
la- sol re- mi+ la- do
termine fisso d'etterno consiglio, sol+ la- mi-
tu se' colei che l'umana natura
fa+ mi- fa+ mi-
nobilitasti sì, che 'l suo fattore la- sol+ mi- la-
non disdegnò di farsi sua fattura.

Nel ventre tuo si raccese l'amore,
per lo cui caldo ne l'etterna pace
così è germinato questo fiore.

Qui se' a noi meridïana face
di caritate, e giuso, intra ' mortali,
se' di speranza fontana vivace.

Donna, se' tanto grande e tanto vali,
che qual vuol grazia e a te non ricorre,
sua disïanza vuol volar sanz'ali.

La tua benignità non pur soccorre
a chi domanda, ma molte fïate
liberamente al dimandar precorre.

In te misericordia, in te pietate,
in te magnificenza, in te s'aduna
quantunque in creatura è di bontate.


leggoerifletto


*Vergine Madre,* *figlia del tuo figlio,* *umile e alta più che creatura,termine fisso d’eterno consiglio,tu se’ colei che l’umana naturanobilitasti sì, che ‘l suo Fattorenon disdegnò di farsi sua fattura.Nel ventre tuo si raccese l’amore,per lo cui caldo ne l’eterna pacecosì è germinato questo fiore.Qui se’ a noi meridiana facedi caritate; e giuso, intra i mortali,se’ di speranza fontana vivace.Donna, se’ tanto grande e tanto vali,che qual vuol grazia e a te non ricorre,sua disianza vuol volar sanz’ali.La tua benignità non pur soccorrea chi domanda, ma molte fi... altro »


leggoerifletto


Benigni - siamo tutti qui per il Si di una Donna - ...