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lunedì 5 giugno 2017

IL PIÙ BELLO DEI MARI…

blogger-imageTramonto sul lago. Bardolino By GiuliMatti

IL PIÙ BELLO DEI MARI…

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
Il più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l’ho ancora detto.

Nazim/hikmet mari
“il più bello dei mari” di Nazim Hikmet
“Emmanuel” di Michel Colombier Alla Chitarra Antonio Onorato……
….E quello che vorrei dirti di più bello , non te l’ho ancora detto….

Nazim Hikmet Poeta( Salonicco, 20 novembre 1901 — Mosca, 3 giugno 1963 )
” Emmanuel” Musiche di Michel Colombier – alla chitarra Antonio Onorato
189fb-tramonrosulmare

venerdì 13 gennaio 2017

poesie...


Nevica❄️❄️❄️❄️❄️❄️❄️❄️





By leggoerifletto

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Anima mia e altre poesie - Nazim Hikmet

Anima mia
chiudi gli occhi
piano piano
e come s'affonda nell'acqua
immergiti nel sonno
nuda e vestita di bianco
il più bello dei sogni
ti accoglierà
anima mia
chiudi gli occhi
piano piano
abbandonati come nell'arco delle mie braccia
nel tuo sonno non dimenticarmi
chiudi gli occhi pian piano
i tuoi occhi marroni
dove brucia una fiamma verde
anima mia.

- Nazim Hikmet - 








Amo in te

l'avventura della nave che va verso il polo

amo in te

l'audacia dei giocatori delle grandi scoperte
amo in te le cose lontane
amo in te l'impossibile
entro nei tuoi occhi come in un bosco
pieno di sole
e sudato affamato infuriato
ho la passione del cacciatore
per mordere nella tua carne.


Amo in te l'impossibile

ma non la disperazione.

- Nazim Hikmet -

Fonte: Lettere dal carcere a Munevver di Nazim Hikmet




























Buona giornata a tutti. :-)


venerdì 7 ottobre 2016

All'Autunno... :-)

L’autunno è una seconda primavera, quando ogni foglia è un fiore.

- A. Camus -


leggoerifletto   ❤

Autunno pittore

Le nuvole passan portate dal vento,
sparisce l’azzurro in un solo momento;
le gocce di pioggia picchiettano sottili
sui tetti, le auto, i giardini e i cortili.
Gli ombrelli ora mostrano i loro colori
Aperti a corolla, bellissimi fiori
Di questa stagione che autunno si chiama,
mentre l’estate pian pian s’allontana.

La pioggia è un’amica: le piante hanno sete,
la terra e le foglie l’accolgono liete
e già stan pensando a mutare il vestito:
che il verde diventi marrone sbiadito,
oppure arancione, o giallo sgargiante,
o senape, ocra o rosso fiammante!

Sapete l’autunno è un sapiente pittore,
trasforma in regina la foglia che muore,
che appare alla gente stupenda e truccata,
poi lascia il suo rame e con mossa studiata
volteggia nell’aria, farfalla morente,
uscendo di scena nel vento pungente.






Un tempo era d'estate 



Un tempo era d'estate,

era a quel fuoco, a quegli ardori,

che si destava la mia fantasia.
Inclino adesso all'autunno
dal colore che inebria, 
amo la stanca stagione
che ha già vendemmiato.
Niente più mi somiglia,
nulla più mi consola,
di quest'aria che odora
di mosto e di vino,
di questo vecchio sole ottobrino
che splende sulle vigne
saccheggiate.


Vincenzo Cardarelli  (1887 - 1959)


Come d'autunno si levan le foglie
l'una appresso dell'altra, fin che 'l ramo
vede alla terra tutte le sue spoglie,
similmente il mal seme d'Adamo
gittansi di quel lito ad una ad una,
per cenni come augel per suo richiamo.
Così sen vanno su per l'onda bruna,
e avanti che sien di là discese,
anche di qua nuova schiera s'auna.

(Dante Alighieri)




Così come in autunno cadon le foglie l'una appresso all'altra per tornare a fare di nuovo parte della terra, similmente quell'amaro "seme d'Adamo" seme dell'Umanità si getta nel baratro del nulla. L'una dopo l'altra ricadono le anime, come uccelli al richiamo dello specchietto del cacciatore. Così quelle anime annullate vanno sull'onda tetra della morte e prima che siano discese, già una nuova schiera s'aduna - poiché numerosissime sono queste anime volontariamente votate all'autodistruzione. 
- Dante Alighieri - 
(Inferno, III, 112-120)




All'Autunno - John Keats

Stagione di nebbie e morbida abbondanza,
Tu, intima amica del sole al suo culmine,
Che con lui cospiri per far grevi e benedette d'uva
Le viti appese alle gronde di paglia dei tetti,
Tu che fai piegare sotto le mele gli alberi muscosi del casolare,
E colmi di maturità fino al torsolo ogni frutto;
Tu che gonfi la zucca e arrotondi con un dolce seme
I gusci di nòcciola e ancora fai sbocciare
Fiori tardivi per le api, illudendole
Che i giorni del caldo non finiranno mai
Perché l'estate ha colmato le loro celle viscose:

Chi non ti ha mai vista, immersa nella tua ricchezza?
Può trovarti, a volte, chi ti cerca,
Seduta senza pensieri sull'aia
Coi capelli sollevati dal vaglio del vento,
O sprofondata nel sonno in un solco solo in parte mietuto,
Intontita dalle esalazioni dei papaveri, mentre il tuo falcetto
Risparmia il fascio vicino coi suoi fiori intrecciati.
A volte, come una spigolatrice, tieni ferma
La testa sotto un pesante fardello attraversando un torrente,
O, vicina a un torchio da sidro, con uno sguardo paziente,
Sorvegli per ore lo stillicidio delle ultime gocce.

E i canti di primavera? Dove sono?
Non pensarci, tu, che una tua musica ce l'hai -
Nubi striate fioriscono il giorno che dolcemente muore,
E toccano con rosea tinta le pianure di stoppia:
Allora i moscerini in coro lamentoso, in alto sollevati
Dal vento lieve, o giù lasciati cadere,
Piangono tra i salici del fiume,
E agnelli già adulti belano forte dal baluardo dei colli,
Le cavallette cantano, e con dolci acuti
Il pettirosso zufola dal chiuso del suo giardino:
Si raccolgono le rondini, trillando nei cieli.

- John Keats -


Eppure non è il declino ciò che Keats coglie dell'autunno.
Nel settembre 1819, John Keats scrisse l'Ode all'Autunno; il giovane poeta (aveva 24 anni) sapeva che la vita poteva giungere al termine in breve tempo perché la sua salute era minata dalla tubercolosi. Di fatto, sarebbe morto pochi mesi dopo, nel febbraio 1820 a Roma. L'autunno, quindi, non era solo la stagione che osservava intorno a sé quel settembre, era anche la stagione interiore che stava attraversando.


Un sentiero alberato in autunno
Hans Andersen Brendekilde (1857-1942)


In autunno tutto ci ricorda il crepuscolo, – e tuttavia, mi sembra la stagione più bella: volesse il cielo allora, quando io vivrò il mio crepuscolo, che ci debba essere qualcuno che allora mi ami come io ho amato l'autunno. 

- Søren Kierkegaard - 


Notte e giorno desidero che venga la morte a liberarmi da questi dolori, ma poi no, perché la morte distruggerebbe quei dolori che sono pur sempre meglio di niente. 
La terra, il mare, la debolezza e la malattia possono certo dividere, ma mai come la morte, che è per sempre. 
Il prendere coscienza di tanto strazio è in pratica come provare in anticipo l'amarezza della morte. 

- John Keats -
(da Lettera a Charles Brown, 28 settembre 1820)


È sorprendente, ma l'idea di lasciare questo mondo rende ancora più profondo in noi il senso delle sue bellezze naturali. Come il povero Falstaff, anche se non balbetto come lui, penso ai prati verdi. 
Medito con il più grande affetto su ogni fiore che conosco dall'infanzia. 
Le loro forme e i loro colori mi sembrano così nuovi, quasi li avessi appena creati io con fantasia sovrumana. 
Probabilmente è perché sono legati ai momenti più felici e ingenui della nostra vita. 
Ho visto fiori di paesi stranieri delle specie più meravigliose nelle serre, eppure non me ne importa un fico secco. Gli unici fiori che voglio vedere sono i semplici fiori della nostra primavera.

- John Keats -
(da Lettera a James Rice, 14-16 febbraio 1820)


























Veder cadere le foglie e altre poesie - Nazim Hikmet

Veder cadere le foglie mi lacera molto 
soprattutto le foglie dei viali 
soprattutto se sono ippocastani 
soprattutto se passano bimbi 
soprattutto se il cielo è sereno 
soprattutto se ho avuto, quel giorno, 
una buona notizia 
soprattutto se il cuore, quel giorno, 
non mi fa male 
soprattutto se credo, quel giorno, 
che quella che amo mi ami 
soprattutto se quel giorno 
mi sento d’accordo 
con gli uomini e con me stesso. 
Veder cadere le foglie mi lacera dentro 
Soprattutto le foglie dei viali 
Dei viali d'ippocastano.

- Nazim Hikmet -

Buona giornata a tutti. :-)


AUTUMN
 
Autunno. Già lo sentimmo venire
nel vento d'agosto,
nelle piogge di settembre
torrenziali e piangenti,
e un brivido percorse la terra
che ora, nuda e triste,
accoglie un sole smarrito.
Ora passa e declina,
in quest'autunno che incede
con lentezza indicibile,
il miglior tempo della nostra vita
e lungamente ci dice addio.
Vincenzo Caldarelli

Welcome Autumn
www.ilpost.it
E' finita l'estate...

https://girobloggando.wordpress.com/2016/09/22/e-finita-lestate/

venerdì 29 aprile 2016

È bello sognare Salii verso il cielo puro ed accesi la mia veglia tra le stelle, sopra tutti i sogni.

È bello sognare 🌙 🌟


bel-po
 
 


Nazim Hikmet

sa-po

“Salii verso il cielo puro
ed accesi la mia veglia tra le stelle,
sopra tutti i sogni.

La terra era una rosa aperta, io la vidi!
“E so che oggi non posso, come non potei ieri
e non potrò domani, fare nient’altro
che pensare a te e amarti”

*
(Nazim Hikmet – Amore)

Fiori di Poems

 
 

giovedì 31 dicembre 2015

“E al di là della notte mi aspetterà spero il sapore di un nuovo azzurro” * BUON ♡ ANNO


Fiori di Poems

Nazim Hikmet


no-po
“E al di là della notte
mi aspetterà
spero
il sapore di un nuovo azzurro”
*
(Nazim Hikmet)

 

Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi, navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.

E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo...

come lacrime nella pioggia.
È tempo... di morire. »

E' tempo di rinascere... 
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felice-anno-nuovo
Buon 2016    giuliano