mercoledì 16 luglio 2014

Nostra Signora del Carmelo ...Elena in cammino verso la vergine Maria

Che la mia  e vostra preghiera 
                           possano accompagnare Elena 
                i suoi famigliari e amici ...

in questo giorno di Festa della


                      un  canto   che coinvolge ed  emoziona... 


>>> VIENI DAL LIBANO - Kiko Arguello

             >>>Testo

                      "Vieni dal Libano (Ct. 4, 8ss)"


Festa  anche perché da oggi Elena 

come "fiammella luccicante" davanti a Maria
  pregherà per per tutti noi dal

                                           *****

da Kairòs O Gesù amore mio...


O GESÙ AMORE MIO..- 


O GESÙ AMORE MIO.


    La-           Fa
C.  O Gesù, amore mio,

    quanto mi hai amato,
                   Mi
    quanto mi hai amato!


        La-       Fa
A.  O GESÙ, AMORE MIO...


        La-        Sol                La-
C.  O Gesù, tu hai preso i peccati da me
                Fa                 Mi
    perché io prenda il perdono da te.


        La-       Fa
A.  O GESÙ, AMORE MIO...


            La-       Sol                 La-
C.  Tu hai preso le spine: la superbia da me
                Fa                            Mi
    perché io prenda l'umiltà e la mitezza da te.


A.  O GESÙ, AMORE MIO...


C.  Tu hai preso i colpi, i flagelli, la lussuria da me
    perché io prenda la purezza, l'amore da te.


A.  O GESÙ, AMORE MIO...


C.  Tu hai preso la spoliazione, l'avarizia da me
    perché io prenda l'abbandono delle ricchezze da te.


A.  O GESÙ, AMORE MIO...


C.  Tu hai preso il fiele da me
    perché io prenda la dolcezza da te.
    Tu hai preso la derisione, gli scherni da me
    perché io prenda l'obbedienza da te.
    Tu hai preso i chiodi da me
    perché io prenda l'obbedienza da te.


A.  O GESÙ, AMORE MIO...


C.  Tu hai preso la croce da me
    perché io prenda la salvezza da te.


A.  O GESÙ, AMORE MIO...


C.  Tu hai preso la morte da me
    perché io prenda la vita da te.


A.  O GESÙ, AMORE MIO...


C.  Tu hai preso la sepoltura da me
    perché io prenda la resurrezione da te.


A.  O GESÙ, AMORE MIO...


       La-                  Sol                   La-
C.  Da me, Signore, tu hai preso la morte e il peccato
               Fa                     Mi
    perché io prenda da te tutto te stesso,
               Fa                 Mi
    tutto te stesso a me ti sei donato.


        La-       Fa
A.  O GESÙ, AMORE MIO...
                                              
                                               ***

COMMEMORAZIONE SOLENNE DELLA BEATA VERGINE MARIA DEL MONTE CARMELO.

COMMEMORAZIONE SOLENNE DELLA BEATA VERGINE MARIA DEL MONTE CARMELO

  
LETTURE: 1 Re 18, 42-45Sal 15;  Gal4, 4-7Gv 19, 25-27
  

La sacra Scrittura esalta la bellezza del monte Carmelo, là dove il profeta Elia difendeva la purezza della fede d’Israele nel Dio vivente. In quei luoghi, all’inizio del XIII secolo ebbe giuridicamente origine l’Ordine carmelitano, sotto il titolo di Santa Maria del Monte Carmelo. Questo titolo, quasi compendio dei benefici della Patrona, cominciò a venir celebrato fin dal secolo XIV, dapprima in Inghilterra, quindi gradatamente, in tutto quanto l’Ordine. Raggiunse il massimo splendore ai primi del secolo XVII, allorché il Capitolo generale dei Carmelitani lo dichiarò festa principale e speciale dell’Ordine, e Paolo V lo riconobbe come titolo distintivo della Confraternita dello Scapolare. È la celebrazione solenne di tutti i devoti di Maria SS.ma del Carmine, che si ritrovano uniti nei sentimenti di amore e gratitudine verso Maria, rinnovando in questo giorno l’impegno del devoto servizio a lei, la fedeltà a Cristo Gesù e alla Chiesa, e affidando al cuore materno della Vergine l’intera Famiglia del Carmelo.

I carmelitani volevano servire e seguire il Signore Gesù con fedeltà e purezza (Regola, Prologo); si dedicarono di conseguenza anche al servizio di sua madre Maria, ritenuta la Signora della Palestina e, quindi del Carmelo. La Madre di Dio, che protegge l’Ordine come Patrona, è anche la Vergine sapiente, attenta alla Parola di Dio e pronta ad accoglierla in sé. Questa caratteristica di Maria si sviluppò in seguito in quella della «purità» di Maria: ella è la Vergine purissima, che ama Dio al di sopra d’ogni altra cosa, che viene imitata e seguita dai biancovestiti carmelitani.

I diversi titoli a poco a poco trovarono espressione sintetica nell’immagine della Madonna dello Scapolare, che finì col soppiantare tutte le altre feste e immagini di Maria carmelitana, tanto che lo scapolare è divenuto il simbolo più conosciuto del Carmelo.

I diversi titoli a poco a poco trovarono espressione sintetica nell’immagine della Madonna dello Scapolare, che finì col soppiantare tutte le altre feste e immagini di Maria carmelitana, tanto che lo scapolare è divenuto il simbolo più conosciuto del Carmelo.
La festa solenne della Madonna del Carmine viene celebrata il 16 Luglio o in un giorno vicino e pastoralmente adatto.



Maria concepì prima nella mente che nel corpo
Dai «Discorsi» di san Leone Magno, papa
(Disc. 1 per il Natale del Signore, 2, 3; PL 54, 191-192)


Viene scelta una vergine di discendenza regale della stirpe di Davide, che, destinata ad una sacra maternità, concepì il Figlio, Uomo-Dio, prima nel suo cuore che nel suo corpo. E perché, ignorando il disegno divino, non avesse a temere di fronte ad un evento eccezionale, apprende dal colloquio con l'angelo ciò che lo Spirito Santo avrebbe operato in lei. E colei che sta per divenire Madre di Dio, non pensa che ciò avvenga a scapito del pudore. Perché infatti non dovrebbe credere alla novità del concepimento, dato che le viene promesso l'intervento efficace della potenza dell'Altissimo? Inoltre la sua fede, già perfetta, viene confermata dalla testimonianza di un miracolo precedente: contro ogni aspettativa, viene accordata, cioè, ad Elisabetta la fecondità. Così non si poteva dubitare che, chi aveva dato la fecondità ad una donna sterile, la poteva dare anche a una vergine.
Pertanto il Verbo di Dio, Dio egli stesso e Figlio di Dio, che in principio era presso Dio e per mezzo del quale tutto è stato fatto, e senza del quale niente è stato fatto di tutto ciò che esiste (cfr. Gv 1, 3), si è fatto uomo per liberare l'uomo dalla morte eterna. Ma, abbassandosi fino ad assumere la nostra umile condizione, non diminuì la sua maestà. Così, restando quello che era, ed assumendo ciò che non era, unì la vera natura di servo a quella che lo fa uguale a Dio Padre. Congiunse le due nature con un vincolo così meraviglioso, che né la gloria a cui era chiamata assorbì la natura inferiore, né l'assunzione di questa natura, diminuì la natura superiore.
Salvo perciò restando ciò che era proprio a ciascuna natura e convergendo le due nature in una sola persona, ecco che l'umiltà è assunta dalla maestà, la debolezza dalla potenza e la mortalità dall'eternità.
Per pagare il debito proprio della nostra condizione, la natura impassibile si è unita alla nostra natura passibile e il vero Dio e il vero uomo vengono ad unirsi in un solo Signore. In tal modo, proprio come conveniva alla nostra salvezza, l'unico, il «solo mediatore, fra Dio e gli uomini» (1 Tm 2, 5) poteva morire in virtù di una natura, e risorgere in virtù dell'altra.
Perciò la nascita del Salvatore non recò il minimo pregiudizio all'integrità della Vergine, perché la nascita di colui che è la verità fu salvaguardia della sua purezza. Pertanto era conveniente, o miei cari, che Cristo «potenza di Dio e sapienza di Dio» (1 Cor 1, 24) nascesse in tal modo da porsi a nostro livello per la sua natura umana, e fosse infinitamente superiore a noi per la sua divinità. Difatti, se non fosse vero Dio, non ci avrebbe portato la salvezza, e se non fosse vero uomo, non ci avrebbe dato l'esempio.
E' per questo che alla nascita del Signore gli angeli cantano esultanti: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli» e annunziano: «pace in terra agli uomini che egli ama» (Lc 2, 14). Essi infatti vedono che la Gerusalemme celeste è un edificio formato da tutti i popoli della terra. Se dunque di questa opera ineffabile della misericordia divina tanta gioia provano gli angeli, che sono creature eccelse, quanto dovranno goderne gli uomini che sono umilissime creature?
  
Vangelo  
Gv 19, 25-27
Ecco il tuo figlio, ecco la tua madre!

Dal vangelo secondo Giovanni 
In quell’ora: stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.


http://www.inscarmelo.it/
Beata_Vergine_Maria_del_Monte_Carmelo


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La devozione alla Madonna del Carmine

Lugares Teresianos

Mercoledì della XV settimana del Tempo Ordinario


In quel tempo Gesù disse: «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. 
Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te. 
Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare.

 (Dal Vangelo secondo Matteo 11, 25-27)

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